Biometano e bioidrogeno: differenze tra i due prodotti di un digestore per biogas

Di

Un digestore per biogas è una delle tante soluzioni che insieme possono contribuire a rendere più ecosostenibile il nostro mondo. Semplificando al massimo potremmo dire che un digestore simultaneamente elimina dei rifiuti, li trasforma in gas (per il riscaldamento o l’autotrazione), lasciando un residuo che è un ottimo fertilizzante agricolo.

Un digestore funziona grosso modo così: un substrato (o matrice), costituito da una miscela rifiuti organici finemente triturati (frazione umida della spazzatura urbana, resti di industrie alimentari, pesce, conserve, deiezioni animali, raccolti agricoli andati a male – praticamente tutto ciò che è organico, a parte il legno) viene inoculato con una sorta di “lievito”. L’inoculo è costituito da fanghi provenienti da un digestore già precedentemente attivato miscelati con sterco animale: senza questi batteri vivi il substrato si limiterebbe a marcire senza produrre gas. Il processo di fermentazione può durare dai 6 ai 60 giorni a seconda degli impianti e può produrre due tipi di gas:

* il metano, molto più semplice da ricavare, perché può essere prodotto a temperatura ambiente con batteri che hanno una vita molto lunga:
* l’idrogeno, che richiede batteri particolari, tenuti a temperature comprese tra i 58° C e i 62° C, con un substrato molto acido.

Come si comprende facilmente, ricavare bioidrogeno è più difficile; per certi versi però è preferibile dal punto di vista ambientale perché dalla sua successiva combustione si produce vapor d’acqua, mentre bruciando il metano si produce anidride carbonica. Inoltre con la “fermentazione oscura” (così viene chiamata quella del bioidrogeno) esiste il vantaggio che i residui possono ulteriormente essere fatti fermentare per produrre del metano, utilizzando due volte i materiali di scarto.

Come viene usato il residuo dei digestori, il cosiddetto digestato? Principalmente come ammendante per l’agricoltura: concime organico utilissimo per i campi con qualità ancora migliori del compost. Infatti è molto pastoso e restituisce al suolo grandi quantità di colloidi, che danno struttura ai terreni.


Commenta o partecipa alla discussione
Nome (obbligatorio)

E-mail (non verrà pubblicata) (obbligatoria)

Sito Web (opzionale)

Copyright © Teknosurf.it, 2007-2024, P.IVA 01264890052
SoloEcologia.it – Consigli su ambiente e sostenibilità supplemento alla testata giornalistica Gratis.it, registrata presso il Tribunale di Milano n. 191 del 24/04/2009