Solar cooling: l’altra faccia del solare termico

Di , scritto il 28 Gennaio 2013

Le potenzialità per le energie rinnovabili in Italia sono ottime. Soprattutto quando si parla di energia solare, poiché il nostro Paese è baciato dai raggi dorati per la maggior parte dei giorni dell’anno, mentre l’impatto del vento, dell’energia idroelettrica e delle correnti marini sono sfruttabili solo in quote minime. Basti pensare che mediamente, ogni edificio in Italia riceve dai raggi del sole ben dieci volte la quantità di energia che consuma all’interno. Una spinta favorevole in questa direzione è data dagli incentivi per il fotovoltaico, elargiti quanti hanno cura di assolvere in piena regola a tutte le direttive previste dalla legge.

Anche se sembra strano parlarne nei giorni più freddi dell’anno, in previsione della calura estiva, questo è il momento più adatto per valutare la convenienza di investire denaro in un impianto di solar cooling (raffreddamento solare), ovvero un sistema di condizionamento dell’aria che sfrutti l’energia solare. Ne abbiamo sentito parlare con dovizia di particolari sul sito Donauer e vogliamo sintetizzare una serie di informazioni utili per comprenderne funzionamento e vantaggi.

In pratica, i sistemi di solar cooling producono il freddo abbinando le funzioni dei pannelli solari termici con quelli delle macchine frigorifere. La radiazione solare colpisce il pannello, che la assorbe e la trasforma in acqua ad alta temperatura. D’inverno l’acqua calda viene ovviamente usata per riscaldare l’acqua dei sanitari. D’estate, invece, l’acqua calda prodotta non viene sprecata, ma passa per un assorbitore che la trasforma in acqua refrigerata. L’acqua fredda derivante può essere utilizzata sia per rinfrescare case, uffici e altri locali, sia negli impianti di refrigerazione industriale.

I vantaggi del solar cooling sono molti: il condizionamento dell’aria è una delle attività più energivore in assoluto per un edificio. E il suo utilizzo è sempre concomitante con il periodo in cui la richiesta elettrica raggiunge i livelli massimi, ovvero nei mesi estivi. Sfruttare l’energia prodotta dall’irraggiamento solare quando essa è al suo picco significa quindi riuscire ad abbattere le spese extra per quel periodo in bolletta. La rete elettrica nazionale ringrazierà per il contributo nell’allentare la pressione totale e nello scongiurare il rischio di blackout. Ringrazierà anche l’ambiente, perché saranno ridotte le emissioni di CO2 e di altri inquinanti.

Rispetto agli impianti solari tradizionali, poi, un impianto di questo tipo permettere di ammortizzare più in fretta le spese sostenute per l’installazione dell’impianto, poiché lo sfruttamento dell’energia solare è possibile in ogni stagione dell’anno.



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