Sistemi radianti a pavimento, a soffitto, a parete: quali sono le differenze

Di , scritto il 13 Dicembre 2017

Dell’inerzia termica abbiamo già parlato tempo fa, sottolineando quanto è importante contenerla per diminuire gli sprechi energetici (sia nelle fasi di riscaldamento che in quelle di raffrescamento) e migliorare il comfort abitativo. I sistemi radianti sono un buon metodo per migliorare la risposta inerziale di un edificio in quanto, dopo aver accumulato una sufficiente quantità di calore (o di fresco), mantengono l’ambiente caldo (o raffreddato) per un periodo più o meno lungo anche dopo lo spegnimento dell’impianto.

I sistemi radianti si declinano in tre varianti, di cui cercheremo di illustrare le principali caratteristiche:

Impianti radianti a pavimento
I sistemi di climatizzazione radiante a pavimento prevedono una diffusione del caldo e del fresco mediante irraggiamento e permettono di ripartire in maniera uniforme le temperature, generando una gradevole sensazione di benessere fisico, permettendo di arredare l’ambiente nella massima libertà. I sistemi più avanzati sono costituiti da pannelli bugnati in polistirene espanso sinterizzato con grafite, idrorepellenti e a elevata resistenza al meccanica nei quali vengono alloggiate serpentine radianti in polibutilene.

Impianti radianti a soffitto
Questi impianti sono consigliabili per gli ambienti in cui è necessario avere condizioni di comfort costante in ogni stagione dell’anno: abitazioni private, uffici, negozi. L’impianto viene integrato in maniera invisibile nel soffitto e non ruba alcuno spazio all’ambiente. Gli impianti radianti a soffitto esistono in versioni sottile (circa 15 mm) posizionata sotto intonaco o più spessa (circa 55 mm), costituite da pannelli radianti preassemblati in cartongesso che ospitano delle serpentine radianti.

Impianti radianti a parete
Sono tecnicamente molto simili agli impianti di riscaldamento a soffitto in quanto usano gli stessi principi di scambio termico per il riscaldamento e il raffrescamento. Sono adatti alle abitazioni residenziali e del terziario, ma richiedono che le superfici delle pareti siano libere. Gli elementi radianti sono infatti costituiti da tubi in materiale resistente alle alte temperature che vengono installati dietro le pareti della casa nuova o in ristrutturazione risultando del tutto invisibili.



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