Tonno rosso: una specie minacciata e neppure ideale per la salute

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Con la grande diffusione della cucina giapponese e delle varie specialità di sushi e sashimi a base di pesce crudo, la richiesta di carni di tonno rosso nel mondo è salita vertiginosamente. Il WWF e altre associazioni ambientaliste hanno lanciato l’allarme sui pericoli di estinzione che sta correndo questa specie nel Mediterraneo.

Quello che è considerato il più pregiato di tutti i tonni vive infatti nell’Atlantico ma viene a riprodursi nel Mare Nostrum, dove si assiste purtroppo al fenomeno dell’overfishing, uno sforzo di pesca superiore alle capacità riproduttive della specie. Dal 1980 a oggi gli esemplari di tonno rosso nel Mediterraneo sono già diminuiti dell’85% e, nonostante le quote di tonno pescabile stabilite con severità dagli organismi internazionali, si continua con l’abitudine di pescare novellame. Una pratica insensata perché il tonno si riproduce a 8 anni e quindi sono necessari almeno 10 anni per avere nuovamente uno stock di pesce di grossa taglia e in salute. Pescare tonni piccoli in quantità eccessiva oggi significa non avere più pesci in futuro – una mancanza di lungimiranza di cui faranno le spese per primi i pescatori, subito seguiti dai consumatori.

Inoltre, è necessario tenere presente un altro aspetto che tocca la nostra salute personale: il mar Mediterraneo per sua è purtroppo naturalmente ricco di mercurio per via della presenza del minerale cinabro sui fondali. Il mercurio è dunque molto presente nella catena alimentare marina dei pesci di cui ci cibiamo, all’apice della quale si trovano specie come il tonno rosso, grande predatore.

Per entrambi i motivi ben venga quindi la decisione di alcuni famosi chef come Carlo Cracco, Fabio Baldassarri, Moreno Cedroni, Emanuele Scarello, Giuseppe di Iorio, Nino Di Costanzo e Cristina Bowermann di bandire il tonno rosso dai loro menù sostituendolo con altro pesce azzurro assolutamente da rivalutare: sgombri, palamite, alici e via discorrendo. Anche la catena internazionale Relais&Chateaux ha fatto un passo in questa direzione. Segno che da più parti si sta acquistando la consapevolezza della preziosità di questa specie minacciata.

Dobbiamo invece rassicurare i nostri lettori che consumano tonno confezionato: nelle normali scatolette non troviamo tonno rosso, ma il cosiddetto “pinna gialla”, un pesce dalle carni più tenere e non a rischio di estinzione. Oltretutto, un pesce che nella sua vita di predatore non accumula così tanto mercurio come il suo cugino più nobile, quindi molto più salubre per noi e per l’ambiente.

1 commento su “Tonno rosso: una specie minacciata e neppure ideale per la salute”
  1. Giuliano ha detto:

    Facile scrivere cose che sembrano vere senza avere contradditorio.Non è proprio così la situazione
    Nel Mediterraneo e.sistono vari tipo di pesca e di sicuro di tutte le più devastanti e dannose per la specie è quella con la tonnara volante o circuizione.
    Pescano tutto e tutte le taglie.
    In primo luogo il tonno si sta ripopolando, lo sostengono gli scienziati e l’ ICCAT, secondo il Mercurio contenuto è nella norma, dal momento che tutto il pesce pescato legalmente è sottoposto a rigorosi controlli.
    In ultimo le scatole di tonno rosso ci sono, e non è vero che lo Yellow finn o Pinna Gialla non è a rischio, ma al contrario la risorsa di quella specie che va a finire nelle scatolette da 1€. o giù di li, è fortemente depuperata ma nessuno, forse in nome del dio denaro lo dice.
    Il Pinna gialla ha mercurio tanto quanto , dipende dove vive e si nutre. Poi siccome è più piccolo mediamente ne ha meno.


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