Giardini verticali: una soluzione per il verde che manca

Di , scritto il 14 Luglio 2010

C’era una volta il caro vecchio rampicante: una pianta di edera, glicine o vite americana, che spontaneamente cresceva lento, anno dopo anno, rivestendo e rinfrescando molti edifici delle nostre città. Oggi l’idea della parete verde è tornata in auge e ha una sua profonda ragione d’essere: la presenza del verde – in zone impensate come i muri degli edifici – contribuisce a migliorare la qualità dell’aria producendo ossigeno (con conseguente riduzione di ozono e smog), coibenta l’edificio (come abbiamo spiegato in questo articolo) e salvaguarda le biodiversità.

I primi esempi di giardini verticali sono comparsi a Parigi, per poi diffondersi in tutta Europa, soprattutto in Germania, Spagna e ora anche in Italia. Il fenomeno dei giardini verticali si è esteso perfino agli interni, con arbusti piantati in sacche separate e irrigati da uno speciale impianto. Sono così diventate verdi le pareti dell’Acquario di Genova, quelle di un noto caffè in Piazza della Scala a Milano e di altri edifici un po’ ovunque. A Madrid l’edificio Caixa Forum nel Paseo del Prado è uno straordinario esempio di giardino verticale alto 24 metri, con ben 15.000 piante di 250 varietà diverse.

Chi desidera avere una parete verde può rivolgersi a qualche bioarchitetto in grado di ricreare in verticale veri e propri giardini. Tra i problemi connessi a questa pratica vi è il fatto che alcune piante affondano così tanto le radici da mettere a repentaglio la stabilità del muro o dell’edificio. Un altro grattacapo può essere quello di una corretta impermeabilizzazione delle parete. Ma esistono delle soluzioni e dei modelli da seguire per procedere. Come i giardini progettati da Patrick Blanc, botanico e architetto, indiscussa star del verde in parete che, imitando la natura, progetta muri vegetali con piante molto leggere, irrigate automaticamente con acqua e sostanze appropriate in modo che il rampicante non vada a cercare l’alimentazione in un terreno troppo profondo.

Utilizzando una base metallica, una copertura di PVC e un’altra di feltro come supporto, si riesce a fare in modo che 30 piante per metro quadro crescano senza superare i 30 chilogrammi di peso. Chi ha poco spazio e budget contenuti può optare per una soluzione assai semplice: piantare isolette di licheni, che non richiedono irrigazione e sono molto suggestivi a vedersi.

E, facendo un passo oltre, oggi si parla anche di orti verticali.


5 commenti su “Giardini verticali: una soluzione per il verde che manca”
  1. […] limitati ma ha il pollice verde può riportare le colture in verticale su una parete. Quella dei giardini verticali è una pratica in uso da tempo, soprattutto per il rivestimento e l’isolamento degli esterni […]

  2. […] foglie) e come attenuatore del caldo d’estate (ne abbiamo parlato in questo articolo). Un giardino verticale è inoltre molto bello a vedersi e costituisce una soluzione a buon mercato per coprire tante […]

  3. […] ma anche le grandi arterie cittadine. Pensiamo ad esempio a coltivazioni di Tillandsia su giardini verticali o su appositi pannelli posizionati nei pressi delle […]

  4. […] limitati ma ha il pollice verde può riportare le colture in verticale su una parete. Quella dei giardini verticali è una pratica in uso da tempo, soprattutto per il rivestimento e l’isolamento degli esterni […]

  5. […] giardino verticale può essere un buon modo per isolare termicamente le pareti della cantina. Pannelli solari per la […]


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