Quali sono i vantaggi delle alghe sotto il profilo ecologico?

Di , scritto il 05 Febbraio 2020

Le alghe hanno una cattiva reputazione: del resto non sono granché belle a vedersi, emanano un cattivo odore e sono viscide al tatto. Ben pochi di noi sono felici della loro presenza sulle spiagge, nei laghi o nelle piscine: di solito il nostro unico desiderio è quello di sbarazzarsene. Tuttavia occorre sapere che queste piante acquatiche hanno degli enormi potenziali, che con in futuro saranno di grande beneficio per il Pianeta.

Che cosa fanno le alghe per il clima

Abbiamo capito da tempo che le alghe possono essere dei superfood per il loro alto contenuti di nutrienti (basti pensare agli integratori alimentari a base di spirulina di cui abbiamo parlato qui o dell’alga klamath). Ma forse non sappiamo che nell’ecosistema marino le alghe hanno un compito particolarmente importante: puliscono gli oceani funzionando al tempo stesso come una specie di fegato e di polmone: “metabolizzano” gli inquinanti e filtrano dall’acqua i gas climalteranti come la CO2 e i metalli pesanti altamente tossici (ad esempio quelli derivanti da avarie delle petroliere) e trasformandoli in biomassa.

Le alghe come alternativa alla plastica

Dovendo essere dotate di una notevole resistenza in acqua, le alghe si sono evolute in modo da avere una struttura al tempo stesso solida e flessibile. Gli scienziati stanno studiando tali proprietà per produrre dei materiali che potranno essere utilizzati per la produzione di imballaggi alimentari al posto dei derivati dal petrolio. Il progetto potrà dirsi tanto più riuscito quanto più si avvererà l’intento di trovare le alghe a breve distanza dallo stabilimento di produzione, in modo da evitare il più possibile sulle emissioni nocive per i trasporti. A differenza della plastica, le alghe sono un materiale sostenibile ed economicamente conveniente, anche perché si moltiplicano assai rapidamente e non creano prodotti di scarto nella produzione di materiali per l’imballaggio. Un ulteriore vantaggio da tenere presente è il fatto che la coltivazione delle alghe non richiede né fertilizzanti né irrigazione. E non compete con la produzione alimentare perché si svolge nel mare e non sulla terraferma.

Le alghe come fonte di energia pulita

Le alghe marine sono anche degli organismi viventi molto efficienti. Durante la fotosintesi, producono molecole che possiamo utilizzare come fonte di energia sotto forma di biogas, biodiesel, bioidrogeno o bioetanolo. Questo le qualifica come una promettente fonte di energia alternativa per il futuro. Da anni gli scienziati stanno studiando un processo per sfruttare l’energia delle microalghe. Ultimamente le ricerche sono concentrate soprattutto sul tentativo di ottimizzare la produzione di bioidrogeno derivante dalle alghe. Per il momento i processi impiegati in tal senso sono ancora troppo costosi e inefficienti. Ma in futuro le microalghe costituiranno sicuramente uno dei tanti modi per generare energia in modo ecologico e sostenibile.

Problemi collegati alla coltivazione delle alghe

Nelle acque del continente asiatico il potenziale delle alghe viene già sfruttato in modo esemplare. Ma le condizioni sono diverse nei mari che bagnano l’Europa dove le acque sono spesso destinate alla balneazione turistico oppure devono essere condivise con molti concorrenti (riserve naturali, pesca). L’acquacoltura delle alghe in Europa è ancora poco sviluppata e, come dicevamo, la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti per il momento sono ancora molto costosi.

Occorre continuare a investire nella ricerca, anche per prevedere in anticipo quali svantaggi potrebbe avere l’introduzione delle alghe in un determinato ecosistema. La coltivazione delle alghe è attualmente limitata a pochissime specie. Per evitare di commettere gli stessi errori fatti in agricoltura, abbiamo bisogno di salvaguardare il più possibile la biodiversità anche nelle acque.

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