Apicoltura in città? Meno stravagante di quanto si possa pensare!

Di , scritto il 02 Febbraio 2011

La moda sta riscuotendo discreto successo negli Stati Uniti, principalmente in grandi metropoli come New York e Chicago, ma ha preso piede anche a Londra e Parigi, dove molte persone hanno scoperto la gioia di allevare api sul tetto delle loro case o in giardino.

Le motivazioni della scelta sono svariate: per alcuni è la preoccupazione per la moria delle api operaie per colpa degli insettici (principalmente dei neonicotinoidi). Altri sono degli appassionati di giardinaggio che vogliono rendere più produttivi vasi e siepi. Altri ritengono l’apicoltura urbana un modo eccellente per restare in contatto con la natura anche nel cuore della giungla di cemento e preservare la biodiversità. E poi ovviamente c’è la gioia della produzione del miele! Infatti, contro ogni aspettativa, gli alveari di città paiono essere produttivi e sani come quelli di campagna, forse anche di più. Se tutto va nel migliore dei modi, una colonia di api può produrre anche 50 chilogrammi di miele l’anno.

Certo, non è tutto rose e fiori: l’apicoltura urbana crea spesso problemi nel vicinato impaurito dalla presenza di grandi quantità di insetti muniti di pungiglione. E poi, allevare api richiede un’accurata formazione, strumentazione professionale e non poco lavoro. Ma nelle grandi città occidentali ci sono centinaia e centinaia di persone fiere di produrre il loro proprio miele.

Che cosa ne pensa l’apis mellifera? Lei è decisamente contenta: il nettare non manca nei parchi e nei viali alberati delle grandi città americane e non dimentichiamo che la maggior parte dei sobborghi è costituita da villette con giardini fioriti. Di fatto, la conditio sine qua non per darsi all’apicoltura in città è che nelle vicinanze ci siano aree verdi a sufficienza e quelle cittadine sono meno contaminate dai pesticidi rispetto a campi e prati di campagna.

L’idea di favorire la colonizzazione delle api nelle nostre città non è affatto balzana: le piante sono fondamentali per la salute dell’aria cittadina e abbiamo il dovere di favorire l’impollinazione in ogni modo con tanti insetti impollinatori, fondamentali per l’ecosistema.

Per quanto riguarda il timore dei vicini per le punture delle api, bisogna dire che è giustificato. Ma in generale le api comuni pungono solo quando vengono stuzzicate o minacciate in prossimità del loro nido. La sciamatura fa ancora più paura, con migliaia di insetti che si spostano da un luogo all’altro, ma secondo gli esperti i pericoli sono minori di quanto si possa credere. In ogni caso, le api richiedono rispetto: non sono certo animali domestici paragonabili a cani e gatti…

A quanto dicono gli apicoltori, questa attività ha poi un importante effetto collaterale su chi è abituato alla frenesia della vita di città: le api ti obbligano a rallentare il ritmo, per non diventare aggressive devono essere maneggiate con movimenti lenti, pacati e ben ponderati. Un esercizio interessante per gli stressati abitanti delle nostre città!


2 commenti su “Apicoltura in città? Meno stravagante di quanto si possa pensare!”
  1. […] più volte parlato sulle nostre pagine dell’apicoltura in città e della sua importanza per scongiurare la moria delle api – che potrebbe avere conseguenze […]

  2. allegra ha detto:

    Se siete interessati alle api cittadine e al loro ripopolamento, fate un salto qui:

    http://www.eugeastore.com/department/4/3-Osmie.asp


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