Come sarà il solare di nuova generazione? Le ricerche di ENI in questo campo

Di , scritto il 29 Febbraio 2016

Anche se nel futuro immediato i combustibili fossili continueranno a giocare un ruolo importante nella produzione di energia a livello globale, tutte le aziende all’avanguardia stanno lavorando alacremente nella ricerca di un sempre maggiore sfruttamento delle energie rinnovabili. In primissima linea anche Eni, il cui impegno si sta sempre più dirigendo verso l’utilizzo dell’energia solare.

solare di nuova generazione Celle in materiale organico su plastica

Le attività di ricerca di Eni per lo sviluppo del solare di nuova generazione (da impiegare sia per la produzione di energia termica che di energia elettrica) si avvale della collaborazioni di importanti enti di ricerca a livello globale (tra cui il Massachusetts Institute of Technology di Boston) e si articola in due direzioni principali, ulteriormente combinabili in una terza.

  1. Solare termico ad alta temperatura

Si tratta di sfruttare le alte temperature prodotte dalla fonte solare nella produzione di energia elettrica in centrali termoelettriche di potenza. Semplificando al massimo potremmo dire che il principio di base per la produzione di energia sta nella concentrazione dei raggi solari mediante un sistema di specchi o dischi parabolici riflettenti che vanno a scaldare un fluido di lavoro (detto termovettore) in grado di trasportare l’energia intercettata dall’impianto. L’obiettivo degli studi è giungere alla messa a punto di impianti che raggiungano altissime capacità termiche (oltre i 500 °C), di ben cento gradi superiori agli impianti di questo tipo finora realizzati.

  1. Celle fotovoltaiche in materiale organico

Gli attuali dispositivi per produrre direttamente elettricità con celle fotovoltaiche sono costituiti da pannelli solari di silicio, che però hanno un ambito applicativo limitato e un alto costo di produzione. Obiettivo della ricerca Eni in questo campo è ridurre il cosiddetto energy payback time (ovvero, il tempo necessario all’impianto per “ammortizzare” il dispendio energico impiegato per realizzarlo). La soluzione sta nella produzione di moduli in materiale organico depositato su pellicole di plastica flessibile, stampabili in molteplici forme, leggerissimi, adattabili anche sulle superfici concave o convesse, eventualmente colorati e/o semitrasparenti, per essere perfettamente integrabili in qualsiasi struttura esposta al sole, inclusi gli edifici.

Dalla combinazione delle due tecnologie citate si può produrre anche un terzo tipo di dispositivi per lo sfruttamento dell’energia solare: i concentratori solari luminescenti. In poche parole, sistemi che concentrano la luce (come nel solare termico ad alta temperatura) non su un fluido termovettore ma su celle fotovoltaiche che producono direttamente energia elettrica e possono essere applicate come parte integrante di strutture architettoniche o arredi urbani (ad esempio sulle pensiline dei mezzi pubblici).

Per ulteriori approfondimenti sulla ricerca Eni in materia di energie alternative rimandiamo al sito ufficiale di Eni.



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