Ridurre il numero di bottiglie di plastica per l’acqua: si può fare di più

Di , scritto il 27 Aprile 2012

Le principali regole della sostenibilità ambientale stanno con un po’ di fatica entrando nell’immaginario collettivo degli italiani. Una di queste riguarda la preferenze per l’acqua imbottigliata, specie in contenitori di PET, ad alto impatto ambientale e anche potenzialmente dannosi per la salute perché tendono ad acidificare il PH dell’acqua se non conservati in maniera ottimale.

E se siamo ancora i primi in Europa per consumo di acqua in bottiglia (con 195 bottiglie pro capite l’anno) è anche vero che ora gli italiani bevono di più l’acqua del rubinetto – complice la crisi e il denaro che scarseggia, ma in questo caso, ben venga.

E in tanti comuni stanno spopolando le case dell’acqua, speciali fontanelle dove si può scegliere tra acqua liscia o gassata, fredda o a temperatura ambiente, sempre a costo zero e perfettamente depurata. Distributori automatici di acqua potabile che di solito hanno una capacità giornaliera intorno ai 1000 litri e prelevano acqua direttamente dall’acquedotto (quindi controllata dal punto di vista chimico-batteriologico) e la trattano per eliminare impurità e lo sgradevole odore di cloro.

E sono sempre più numerosi i ristoratori che scelgono un’acqua frizzante fai-da-te: in questo modo non si sprecano le eccedenze e non si devono tenere magazzini pieni di bottiglie. Il cliente può scegliere tra acqua totalmente, leggermente frizzante o naturale. I costi si ammortizzano entro l’anno per un costo effettivo intorno ai 6 centesimi al litro. Per una maggiore sicurezza non bisogna mai perdere di vista l’indicatore del filtro e sottoporre la macchina a regolare manutenzione.


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