Impianto fotovoltaico: quali benefici per l’ambiente

Di , scritto il 22 Ottobre 2020
fotovoltaico

Negli ultimi anni si è puntato all’estrazione di energia da fonti rinnovabili che, a differenza di quelle esauribili nel tempo come il petrolio o il gas naturale, non necessitano di tempi lunghi di formazione per poterne usufruire e hanno un impatto sull’ambiente nettamente inferiore, consentendo di salvaguardare le risorse naturali per le generazioni future. L’obiettivo è quello di arrivare a condurre una vita ecosostenibile, sotto i dettami della filosofia green. Tra queste fonti rinnovabili c’è il sole che, grazie all’azione dei pannelli fotovoltaici, riesce a dare l’energia necessaria a soddisfare i bisogni senza che vi sia un impatto negativo nei riguardi della terra, producendola in modo pulito.

A livello globale si punta a incrementare lo sviluppo degli impianti fotovoltaici, visti come la risposta perfetta per ridurre in maniera drastica i costi relativi all’energia elettrica, nonché come lo strumento ideale per ridurre le emissioni di CO2.

I benefici degli impianti: una svolta grazie alla green economy

Come detto pocanzi, le fonti energetiche fossili provocano un elevato livello di inquinamento, mentre il fotovoltaico è in grado di produrre energia senza emettere gas serra. Inoltre la conversione dei raggi solari in energia elettrica non comporta il coinvolgimento di parti meccaniche in movimento, per cui non c’è neanche un inquinamento acustico, anch’esso considerato dannoso per l’ambiente.

Per quanto riguarda l’impatto sul paesaggio, si può dire che l’impianto fotovoltaico rappresenta una soluzione poco invasiva, se non addirittura quasi invisibile quando viene integrata a una struttura architettonica, dove i pannelli possono andare a sostituire la copertura di un tetto o una parete. Producendo energia direttamente nel luogo di consumo, non necessita di infrastrutture per distribuirla, inoltre una volta che l’impianto avrà adempiuto alla sua funzione, potrà essere facilmente smantellato e smaltito, nonché alcune sue componenti riciclate.

L’attenzione verso il fotovoltaico è perfettamente in linea col concetto di green economy, modello economico che mira a condurre verso una crescita economica che porti alla riduzione delle emissioni di CO2, promuovendo atti che mirino ad una maggiore efficienza energetica, salvaguardando il globo che risente ormai da troppo tempo delle azioni che l’uomo compie. L’ambiente diventa l’elemento centrale per favorire lo sviluppo anche di alcuni posti di lavoro legati a esso, come l’agricoltura, il riciclo e appunto la produzione di energie rinnovabili.

Portare all’adozione totale della green economy è difficile perché serve una radicale trasformazione della società, che può verificarsi a partire dalle aziende che, con la loro presa di coscienza e la volontà di farsi carico di queste tematiche, mirano a impattare il meno possibile sulle risorse naturali, partendo ad esempio con l’installazione di un impianto fotovoltaico, incentivato da imprese leader del settore come Kennew. Questo permette anche alle aziende un ritorno d’immagine considerevole, che di conseguenza aumenta il loro bacino di clientela. 

Dove installare i pannelli?

L’impianto fotovoltaico può essere collocato in diversi punti di un edificio, come il tetto o la facciata, oppure può essere posizionato a terra, basta che la superficie su cui verrà installato sia rivolta verso sud e vi sia un certo grado di inclinazione.

Bisogna prestare attenzione agli eventuali vincoli ambientali o paesaggistici a cui potrebbero essere sottoposte le zone in cui si vuole introdurre questo impianto, e cercare in tutti i modi di rispettarli per far sì che la struttura si integri alla perfezione con il contesto in cui si trova, che sia una zona costiera o un paese di montagna. A tal proposto esistono in commercio dei pannelli che richiamano i colori della natura per fondersi perfettamente con essa.

Pannelli fotovoltaici: i materiali e lo smaltimento

I pannelli hanno una vita che si aggira intorno ai 25-30 anni, anche se passato un determinato periodo di tempo (solitamente 10 anni) è opportuno effettuare un processo di manutenzione degli impianti fotovoltaici. Una volta svolto il loro scopo vengono smaltiti seguendo precise regole. Al termine del ciclo di vita diventano un rifiuto speciali identificato con l’acronimo RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche).

Prima di passare alle procedure di smaltimento, è bene ricordare quali sono i materiali che compongono il pannello solare, ovvero il silicio, i rivestimenti metallici e il vetro, tutti riutilizzabili per garantire ancora una volta un impatto ambientale pari a zero nel pieno rispetto della filosofia del riuso.

Nel caso di smaltimento di un impianto domestico sarà necessario compilare dei moduli presso le isole ecologiche del proprio Comune, per la cui operazione non sono previsti costi aggiuntivi, mentre nel caso di moduli fotovoltaici di un impianto professionale entrano in azione degli operatori qualificati, dipendenti di aziende iscritte all’Albo dei Gestori Ambientali che si occupano di raccogliere e trasportare i rifiuti, per garantire che tutte le procedure avvengano in maniera corretta e ambientalmente compatibile. Il modulo fotovoltaico verrà poi passato attraverso una macchina che separa il vetro superiore dal modulo, il quale verrà poi triturato e riveduto, mentre ciò che rimane del modulo (ovvero le celle incollate al materiale plastico adibito a proteggerle) viene sottoposto a un regime di temperature controllate per separare i restanti componenti.


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