Progetto Solar Print: supporti organici e sempre più leggeri per il fotovoltaico

Di , scritto il 21 Maggio 2013

Qualche settimana fa ha suscitato notevole eco la notizia dell’aereo alimentato a energia solare e capace di effettuare un volo coast-to-coast negli USA. Di fatto è proprio vero che la ricerca sta studiando nuovi materiali sempre più leggeri e resistenti per sfruttare pienamente le potenzialità dell’energia solare.

In particolare, sta riscuotendo grande apprezzamento il progetto Solar Print, una ricerca sul fotovoltaico organico condotta del Center for Nanoscience and Technology dell’IIT (Istituto Italiano di Tecnologia del politecnico di Milano) e un’azienda leader nel settore tipografico. In questo progetto si utilizzano per produrre energia materiali a base di carbonio (e non di silicio), che risultano poco costosi e a basso impianto ambientale (perché per lavorarli si utilizzano soluzione acquose semplici). I pannelli fotovoltaici di questo tipo pesano da 10 a 15 volte meno dei tradizionali. Inoltre, queste celle fotovoltaiche possono essere trasparenti, flessibili, colorate e sono integrabili in altri materiali, come la plastica e il vetro. Si realizzano con un processo di stampa del tutto simile a quelli tradizionali su un film di plastica PET con un “inchiostro” (o meglio una sospensione) a base di nanoparticelle di argento. Una volta essiccate, le nanoparticelle di argento si dispongono in una rete che consente il passaggio di corrente elettrica. Al di sotto del film plastico vengono depositati una serie di strati volti a fare in modo che la luce incidente sul dispositivo venga assorbita all’interno di una struttura di fullerene che trasforma la luce in corrente elettrica.

L’obiettivo dei ricercatori è riuscire a fare scendere il prezzo sotto i 50 centesimi di dollaro per Watt. E le prospettive sono buone, perché questo il costo energetico di questo tipo di pannello si ammortizza già nel giro di due mesi con l’energia che esso produce, mentre per un pannello tradizionale in silicio servono due o tre anni.

Grazie al solare organico l’energia solare potrebbe essere gestita anche su superfici molto piccole, rendendo energeticamente autonomi molti oggetti come elettrodomestici, indumenti, pensiline degli autobus, finestre, valigette per il trasporto di computer, caschi, ombrelloni. Sono anche adatti per strutture architettoniche molto leggere, su cui i tradizionali pannelli fotovoltaici risulterebbero troppo pesanti. I ‘vecchi’ pannelli al silicio, più resistenti ed efficienti, potrebbero comunque continuare a essere utilizzati per le centrali tradizionali o per casi in cui la richiesta di energia sia cospicua.


2 commenti su “Progetto Solar Print: supporti organici e sempre più leggeri per il fotovoltaico”
  1. […] In futuro sarà teoricamente sempre più facile e meno dispendioso trattare i pannelli fotovoltaici, perché oggi la ricerca e la produzione stanno andando nella direzione dei moduli a film sottili, che tra l’altro anche nella fase iniziale implicano un minore dispendio di materiali per il loro assemblaggio: non più fette di silicio trattate con processi chimici e termici per ottenere le celle, ma utilizzo di una lastra di vetro su cui si deposita un certo numero di strati sottilissimi di materiale semiconduttore e opportuni contatti elettrici. Ne abbiamo parlato a proposito del progetto Solar Print. […]

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