Come addolcire l’acqua dura senza impianti speciali

Di , scritto il 18 Novembre 2021

Quando si trovano dei depositi di calcare intorno ai rubinetti o nel bollitore il segnale è inequivocabile: l’acqua è “dura”, ovvero particolarmente ricca di calcio che, a contatto con anidride carbonica e ossigeno forma il calcare. Oltre che antiestetici, questi depositi aumentano molto il consumo di energia di bollitori ed elettrodomestici e possono fornire un terreno fertile per i batteri. L’acqua dura non è neppure adatta per annaffiare la maggior parte delle piante da balcone o da appartamento. Sappiamo tutti che esistono dei filtri per l’acqua potabile a carboni attivi e dei sistemi a osmosi inversa oppure a scambio ionico per l’intera fornitura idrica domestica o per una sua parte, ma oggi ci concentriamo su altri metodi decisamente più semplici e disposizione di tutti.

  1. Fare bollire l’acqua
    Sotto l’influenza del calore il calcio contenuto nell’acqua si deposita ed è più facile da eliminare. Occorre riempire una casseruola con acqua e metterla sul fornello, portarla a ebollizione e non spegnere il fuoco per alcuni minuti. Poi lasciare raffreddare del tutto: si noteranno dei residui solidi sul fondo. A quel punto con un mestolo si può travasare l’acqua più in superficie in un altro contenitore, evitando di prendere anche la parte più bassa dove ci sono i residui. Facendo bollire l’acqua un’altra volta diventerà ancora più pura. Questo procedimento è adatto per addolcire piccole quantità di acqua (ad esempio quella per preparare il tè o il caffè), oppure per annaffiare le piantine: per altri usi sarebbe troppo dispendioso in termini energetici.
  2. Acidulare l’acqua
    Un’altra soluzione per addolcire l’acqua calcarea (fredda o tiepida) consiste nell’aggiungervi una sostanza acida come l’aceto (o l’acido citrico). Le proporzioni sono queste: 2 cucchiai di aceto per 10 litri d’acqua. Poi bisogna lasciare riposare il tutto per almeno una notte in modo che il calcare precipiti. Va però evitato l’uso dell’acqua rimasta al fondo del recipiente (almeno gli ultimi 4 centimetri di altezza).
  3. Usare il bicarbonato
    Anche qui si tratta di portare a ebollizione l’acqua aggiungendo un pizzico di bicarbonato. Il calcio che normalmente formerebbe il calcare costituirà un altro composto chimico insieme al bicarbonato e saranno visibili dei residui, che potranno essere filtrati con un colino fine.

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