Ristrutturare una casa in maniera ecosostenibile: qualche consiglio basilare

Di , scritto il 18 Ottobre 2010

Due terzi delle case italiane sono state costruite prima del varo della legge 373/76, cioè in assenza di normative vincolanti circa le prestazioni energetiche. Chi sta pensando di ristrutturare una vecchia casa oppure di rinnovare quella in cui vive dovrebbe farlo ponendosi l’obiettivo di ridurre gli sprechi di energia e la produzione di rifiuti.

I lavori su cui vale la pena di investire più denaro per il risparmio energetico e il rispetto dell’ambiente sono, per ordine di importanza: l’isolamento dell’edificio, gli infissi, l’impianto di riscaldamento e l’impianto idrico. Se le finanze lo permettono, partendo da quello che in proporzione farà risparmiare più denaro nel tempo, i lavori meno importanti si autofinanzieranno nel giro di qualche anno. Per esempio, chi compra una casa da ristrutturare e ha un budget limitato, può trovarsi a dover scegliere tra sostituire le piastrelle del bagno e cambiare gli infissi. Scegliendo questi ultimi, con il risparmio sul riscaldamento, nel giro di 2-3 anni potrà anche rifare il bagno.

Per il risparmio energetico, l’isolamento della casa tramite un cappotto esterno è l’intervento di gran lunga più efficace, specialmente per case isolate e villette a schiera che – tra tetto e mura perimetrali – hanno una superficie disperdente ben più ampia di un palazzo o un condominio. Con un cappotto esterno e l’isolamento adeguato del sottotetto, i consumi per il riscaldamento possono più che dimezzarsi; va ancora meglio se si interviene anche sugli infissi (seguite questo link per saperne di più sui serramenti a risparmio energetico). Il rischio maggiore del cappotto esterno è che produca una condensa, per questo il lavoro deve essere eseguito a regola d’arte da aziende serie. Sui condomini costruiti negli anni ’60 e ’70 è possibile un riempimento con materiali isolanti (lana di vetro, fibra di cellulosa) nelle intercapedini delle pareti perimetrali e del sottotetto.

Avremo modo di parlare presto degli impianti di riscaldamento e di quelli idraulici, ma ora facciamo un salto in avanti verso la ristrutturazione degli interni. Molte parti della casa, per non parlare dei mobili, più che da sostituire in toto sono riparabili e svecchiabili con un restauro creativo. Per esempio, se la struttura di una cucina è ancora in buono stato, si può pensare di rinnovarla sostituendo soltanto gli sportelli dei pensili. In questa maniera, oltre a risparmiare denaro, si riduce notevolmente la produzione di rifiuti da smaltire.

Acquistando materiali, mobili o imbottiti, occorre evitare accuratamente di scegliere quelli contenenti composti chimici pericolosi per la salute (ne abbiamo parlato in questo post) come VOC e formaldeide: attenzione soprattutto alle moquette, agli isolanti, alle colle, alle vernici – contengono sostanze nocive che continueremo a respirare per anni. Esistono anche moquette organiche, isolamenti in fibra di cotone, vernici e colle ecologiche.

Possibilmente, bisognerebbe optare per materiali e risorse locali, “a chilometri zero”, in maniera da limitare le emissioni di carbonio prodotte dal trasporto.

Infine, è necessario studiare preventivamente come smaltire i rifiuti: acquistate cablaggi ed elettrodomestici solo da negozianti che sicuramente ritireranno i vecchi, trovate enti caritatevoli che ritireranno e riutilizzeranno vecchi mobili, porte o sanitari. E comunque, mettete in preventivo una somma da destinare allo smaltimento degli eventuali rifiuti rimasti mediante un’azienda riconosciuta come seria.

2 commenti su “Ristrutturare una casa in maniera ecosostenibile: qualche consiglio basilare”
  1. […] piovana per gli scarichi dei sanitari e via dicendo (ne abbiamo parlato più diffusamente qui). In edifici riqualificati, però la bolletta energetica per gli anni a venire, potrà però […]

  2. […] Interventi più costosi, ma che porteranno a una drastica riduzione dei consumi sono: la sostituzione della caldaia, l’installazione di serramenti appropriati (potete approfondire il discorso su questa pagina) e l’isolamento delle pareti con un cappotto termico. […]


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