Cotture solari: qualche idea dal libro ‘Diversamente Cotto’ di Tommaso Fara

Di , scritto il 18 Febbraio 2015

cottura solareDiversamente cotto è un libro estremamente interessante di Tommaso Fara, il cui sottotitolo ne spiega bene il contenuto: Metodi di cottura e strumenti tra tradizione e innovazione. L’autore, gastronomo, ha girato il mondo alla ricerca di strumenti di cottura insoliti e li ha raccolti in questo interessante volume, in cui si parla di cataplane, tajine, cappelli tatari, tandoori, ferri per miacce, wok e vari altri prototipi da lui stesso inventati. Il funzionamento di questi affascinanti metodi per cucinare è illustrato con foto, con storie di vita e ricette.

Molto interessante dal punto di vista del risparmio energetico e della conservazione dell’ambiente sono le cotture in cui si sfrutta il calore della luce solare. Nel più classico dei casi, quello che vedete nell’immagine due specchi ustori di Archimede opportunamente revisionati (in base al brevetto di una ditta tedesca) sfruttano la forma a parabola che concentra il fuoco in un determinato punto sul quale è presente un appoggio per posizionare un padellino, una pentola a pressione o un affumicatore. L’attrezzo diventa così una cucina solare che, grazie all’irraggiamento, riesce a portare l’acqua a ebollizione. Questo è vero anche in una giornata invernale, a meno che il cielo non sia coperto da nubi o che non soffi un vento eccessivamente forte.

Un barbecue solare (come quello che vedete qui sotto) è invece costituito da una parabola allungata e lo spiedo è posizionato in corrispondenza della linea di fuoco. Su questo si possono infilzare gli alimenti (carne, pesce, verdure), ad esempio una salsiccia luganega, che non è troppo spessa e può cuocere anche in 20 minuti con il sole d’inverso, sempre che l’irraggiamento sia buono. Il grasso viene raccolto in una leccarda. Questo dispositivo è munito di un mirino che consente di “inseguire il sole”: ogni minuto e mezzo occorre regolare il fuoco della parabola in modo da ottimizzare il calore disponibile. Rispetto ai barbecue tradizionale, la differenza è la mancanza di affumicatura.

Strumenti di questo tipo possono costituire un’esperienza divertente o istruttiva alle nostre latitudini e nella nostra civiltà, ma diventano utilissimi in ambienti come il deserto dove il sole certo non manca, mentre non esiste legna da ardere per cuocere gli alimenti o sterilizzare l’acqua.

Per chi maneggia queste parabole è importante ricordare che nelle loro vicinanze occorre indossare occhiali da sole e spalmarsi di crema solare: l’abbronzatura (o la scottatura) è infatti assicurata!

barbecue solare



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