In Franciacorta lavaggio delle uve per un vino più salubre

Di , scritto il 17 Novembre 2014

lavaggio uveParliamo spesso sulle nostre pagine della sostenibilità in viticoltura e in enologia, un mondo in cui la ricerca sta facendo grossi passi avanti e che sicuramente in futuro sarà profondamente rivoluzionato da nuove idee. Una regione vinicola molto all’avanguardia in questo settore è la Franciacorta, dove viticoltori ed enologi da tempo lavorano sodo per garantire agli eccellenti vini e spumanti qui prodotti la massima genuinità e purezza, oltre che migliori proprietà organolettiche e maggiore digeribilità. Questo si ottiene diminuendo i trattamenti sull’uva, aumentando la qualità dei lavori manuali nei vigneti, ma poiché spesso prima della vendemmia le piogge non sono sufficienti per eliminare tutti i residui di zolfo e rame dalle uve, per limitare al massimo il contenuto di sostanze esogene, alcune cantine hanno ideato introdotto il processo di lavaggio delle uve grappolo per grappolo, parlando scherzosamente di “terme degli acini” o “beauty farm dei grappoli”, insomma, dei veri e propri idromassaggi per l’uva con funzione sanitificante.

Il percorso deve essere molto rapido: soltanto 5 minuti in tutto attraverso 3 diverse vasche di ammollo, nelle quale i grappoli galleggiano e avanzano grazie alla propulsione di un borbottaggio d’aria. Il primo stadio, che corrisponde al prelavaggio dura circa 1 minuto e mezzo. Il lavaggio vero e proprio dura 2 minuti e il risciacquo finale 1 solo minuto. L’asciugatura (rigorosamente a freddo) è garantita dal soffiaggio di grandi volumi d’aria e dalla perfetta aspirazione dell’acqua residua sui grappoli. Si sa infatti che l’acqua residua potrebbe costituire un temibile problema per la produzione del vino.



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