La gramigna: una pianta infestante che diventa anche farmaco e alimento

Di , scritto il 17 Luglio 2013

Elytrigia_repensSe c’è un’erbaccia che i contadini considerano nemica, questa è proprio l’erba chiamata popolarmente gramigna, di cui esistono due specie, chiamate Elytrigia repens e Cynodon dactylon, diverse dal punto di vista botanico, ma con proprietà simili. La prima (nella foto qui a sinistra) è più diffusa nell’Europa centrale e nei luoghi umidi, la si riconosce dalle spighe che assomigliano a quelle del grano, con un asse schiacciato a zigzag. La seconda (nella foto in basso) è molto abbondante in Italia, ed è anche nota con il nome di erba canina, forse perché i cani mangiano le sue foglie per purgarsi oppure perché i nodi delle radici, molto duri, assomigliano ai denti dei cani. Le spighe della seconda specie (in numero da 3 a 7) sono inserite sullo stesso livello del fusto aereo, come le dita di una mano; la gramigna è comunissima nei campi, nei luoghi incolti e nei prati.

Anche armati della massima buona volontà, non si può dire soltanto del bene della gramigna: infatti è la pianta che più di ogni altra danneggia le colture per la sua capacità di riprodursi e crescere con facilità, soffocando la vita delle piante che vengono coltivate. La gramigna (soprattutto la Cynodon dactylon) copre e sfrutta il terreno, ostacola vangatura e semina. Il metodo più antico utilizzato dai contadini per liberarsene è la “sgramignatura”, ovvero, la sua eradicazione con accumulo di mucchi messi a seccare al sole. Purtroppo basta che sotto di essi vi sia un po’ di umidità perché qualche nodo dei rizomi si ricopra di terra e ricominci una crescita incontrollata.

Cynodon dactylonEppure perfino la gramigna può trovare posto in cucina: nelle regioni povere, i suoi rizomi sono stati usati come surrogato del caffè. Nei periodi di guerra e di carestia, c’era chi la cuoceva riducendola a una consistenza sciropposa (una specie di miele) per zuccherare le vivande. Per il suo alto contenuto in carboidrati, i rizomi puliti, seccati e ridotti in polvere possono essere mescolati alla farina per la panificazione (questa è un’abitudine ancora diffusa oggi in Polonia).

E poi ci sono le proprietà medicinali della gramigna: usata in decotto, è un ottimo diuretico e un efficace ipotensivo – proprietà da tempo note nella fitoterapia popolare. La pianta si è rivelata particolarmente efficace nelle ipertensioni giovanili, mentre si sono ottenuti minori risultati tra gli anziani. Va comunque ricordato che ogni terapia per abbassare la pressione arteriosa va intrapresa sotto stretto controllo medico.

A proposito di fitoalimurgia, un’altra pianta interessante e spesso trascurata è la piantaggine.

2 commenti su “La gramigna: una pianta infestante che diventa anche farmaco e alimento”
  1. […] aver parlato delle proprietà insospettate della gramigna, parliamo oggi della piantaggine (nome scientifico: Plantago lanceolata), una pianta perenne molto […]


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