Il riciclo della plastica può salvare l’ambiente

Di , scritto il 14 Luglio 2020
riciclo plastica

La plastica è un materiale composto da polimeri di varia lunghezza, formati a loro volta dall’unione di tanti monomeri fatti di carbonio e idrogeno. A questa catena possono essere aggiunte altre sostanze (come carbone e cellulosa) durante la fase di lavorazione chimica del petrolio, dalla quale si ricava la plastica.

Generalmente questo materiale viene classificato in due macrogruppi, suddivisi in base alla reazione che ha quando entra in contatto col calore. Ci sono le termoplastiche che ad alte temperature tendono ad ammorbidirsi e diventano quindi modellabili, mentre quelle termoindurenti una volta sciolte e ritornate rigide non possono essere più modificate.

È tra i materiali più usati al mondo, sicuramente per le sue caratteristiche che la rendono leggera, versatile resistente. La compatibilità con gli alimenti ha fatto sì che venisse utilizzata incessantemente per il packaging del cibo, mentre la piacevolezza alla vista le ha consentito di essere sfruttata moltissimo per la produzione di giocattoli.

Col passare degli anni ci si è resi sempre più conto della necessità di sostituire la plastica con materiali meno inquinanti, oppure di riciclarla per evitare che vada a intaccare in maniera invasiva l’ambiente circostante.

L’inquinamento della plastica

I dati sulla produzione e il consumo della plastica sono impressionanti: si parla di 5 bilioni di buste l’anno. Ma il problema più grande è che più della metà di quella che viene realizzata è usata una volta sola per poi essere gettata via, invadendo il pianeta e anche il nostro corpo.

Nell’Oceano Pacifico c’è un’isola chiamata Garbage Patch, la cui estensione è presunta aggirarsi attorno ai 700mila chilometri quadrati, formata da rifiuti di plastica galleggianti che si accumulano grazie all’azione di una corrente oceanica spiraleggiante.  Anche nella Fossa delle Marianne sono stati rinvenuti detriti di plastica, in particolare si trattava di oggetti monouso, mostrando come la vendita di plastica appartenente a questa tipologia stia contaminando in maniera irreversibile il pianeta. Molti pesci inoltre ingeriscono questo materiale che ne causa la morte, e di conseguenza anche dentro il nostro corpo è possibile trovare residui di plastica provenienti dal cibo o dalle polveri domestiche che finiscono nel piatto.

Anche la cima delle montagne è stata intaccata: l’Everest, a seguito in particolar modo del turismo di massa che l’ha colpito, si sta riempiendo di plastica, e non ci sono abbastanza persone per pulirlo e monitorarlo.

Cos’è la coscienza ecologica

A seguito di tutte queste problematiche, è importante sviluppare una coscienza ecologica che consenta di comprendere come la tutela dell’ambiente debba essere di interesse comune, perché nessuno ha diritto di abusarne, diffondendo anche l’amore verso l’ecosistema nella popolazione mondiale. Anche dal punto di vista legislativo si sono fatti numerosi passi avanti: basti pensare che sono stati inseriti nel codice penale gli ecoreati, che puniscono i delitti contro il pianeta come l’inquinamento ambientale e il disastro ambientale. Vengono fatti anche degli incentivi verso la green economy, promuovendo la mobilità sostenibile e il riciclo dei materiali.

Negli ultimi anni i consumatori hanno anche sviluppato una maggiore consapevolezza negli acquisti dei prodotti, grazie anche alla sempre più diffusa vendita di plastica riciclata, che ha condotto le persone ad a perseguire scelte sostenibili, nell’ottica di fare la cosa giusta per la comunità e per le generazioni future.

Sempre più persone assumono un atteggiamento responsabili al momento dell’acquisto, aspettandosi informazioni e azioni dalle aziende produttrici degli articoli a cui sono interessati: c’è una ricerca massiccia di loghi ambientali e simboli per il riciclo che vanno a conferire un impatto positivo anche sulla considerazione del marchio, perché i consumatori iniziano a infastidirsi se vedono che un prodotto non è riciclabile.

Il riciclo della plastica

A partire dalla raccolta differenziata, le singole persone possono fare un piccolo passo per contribuire notevolmente a ridurre il consumo di plastica, smaltendola in modo corretto e consentendone il riciclo. Questa pratica non permetterà solamente di ridurre il numero dei rifiuti, ma farà risparmiare anche materie prime non rinnovabili, dato che la plastica si produce dal petrolio greggio.

A livello industriale e artigianale si è sviluppata una forte tendenza al riciclo della plastica: la Piaggio per esempio fabbrica pezzi della carrozzeria delle sue moto con questo materiale, inoltre sempre più aziende che realizzano pezzi di design sfruttano la plastica riciclata per la creazione dei loro prodotti. Essendoci diverse tipologie di plastiche, non è possibile in fase di riciclaggio fonderle tutte insieme perché sono composte da polimeri diversi: la fusione di queste sostanze può produrre un materiale fragile che tende a sfaldarsi.

Le aziende che trattano la plastica tentano in qualche modo di separarle. Con questi materiali non si potranno più produrre oggetti sofisticati come sacchetti di plastica o contenitori per cibi, ma solo prodotti grossolani. Anche in casa è possibile trovare dei modi creativi per riutilizzarla: un flacone del detersivo può diventare un ottimo portapenne, oppure i vasetti di yogurt possono diventare semenzai in cui far crescere le piantine.

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