Come funziona un impianto acquaponico

Di , scritto il 01 Marzo 2018

L’acquaponica potrebbe aiutare a risolvere due grossi problemi mondiali del futuro: salvare i mari dall’overfishing (pesca eccessiva) e allo stesso tempo limitare l’alto tasso di impiego di fertilizzanti e pesticidi in agricoltura. Vediamo in sintesi come può funzionare un impianto di acquaponica.

Come spiegavamo tempo fa, in un impianto di acquaponica vengono simultaneamente allevati pesci e coltivate verdure senza utilizzo di prodotti chimici. Questo metodo combina infatti l’allevamento di pesci in acquacoltura con la coltura di ortaggi e frutta senza un substrato di terreno (idroponica) creando un ciclo chiuso e autosufficiente di acqua e nutrienti.

Per quanto riguarda i pesci, conviene optare per una specie relativamente robusta, che abbia un basso “quoziente di alimentazione”, ovvero che cresca rapidamente in proporzione alla quantità di cibo di cui si nutre. Ciascuna varietà di pesce ha bisogno di una temperatura ideale e costante e di un certo numero di metri cubi di acqua dolce ogni giorno – l’ideale sarebbe utilizzare acqua piovana filtrata.

Sotto le vasche dei pesci si trova un bioreattore, in grado di trasformare le deiezioni dei pesci in fertilizzanti naturali – a loro volta sfruttati per la coltivazione degli ortaggi. Nello stesso ambiente, anche se in vasche diverse vengono infatti cresciute piante di varie specie commestibili (ad esempio, cetrioli, pomodori, peperoni, melanzane, lattuga, erbe aromatiche), in maniera assolutamente biologica, senza fare uso di pesticidi. Le piantine crescono in solchi senza terriccio ma coperti di lana di roccia, un silicato amorfo che riesce ad assorbire una grande quantità d’acqua. Se sono presenti parassiti vengono utilizzati insetti benefici che si nutrono di afidi e acari e tutto ciò che non fa bene alla pianta.

Il sistema idroponico presenta grandi vantaggi: è una coltivazione protetta e permette di risparmiare molte risorse, a partire dall’acqua (fino al 90% in meno).  La resa delle colture è relativamente alta rispetto a quelle tradizionali e non teme le condizioni meteo avverse. Un ulteriore vantaggio degli impianti idroponici nei pressi delle città è la riduzione dei tragitti per il trasporto, nonché la drastica riduzione se non l’eliminazione degli stoccaggi in frigoriferi.

Per il momento questo nuovo tipo di azienda agricola può soltanto essere complementare all’agricoltura tradizionale e servire una nicchia di clienti, ma costituisce comunque un passo nella giusta direzione.

I costi per l’allestimento di una “fattoria acquaponica” sono ancora altissimi. Tuttavia occorre tenere presente che l’ampliamento dell’impianto iniziale risulta poco costoso: il sistema informatico su cui si basa l’impianto può controllare 10 ettari come 1000 ettari e lo stesso numero di addetti riesce a gestire con facilità anche aree maggiori poiché la maggior parte delle operazioni da svolgere è automatizzata.



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