Rivoluzione e-Wallet. L’ecologia del risparmio di tempo e denaro

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La dematerializzazione di documenti e denaro è ormai una solida realtà, con una forte ripercussione sulla organizzazione e gestione della vita privata e degli acquisti – ormai prevalentemente online – ma anche sull’ambiente che ci circonda: si pensi che solo per produrre una tonnellata di carta servono 15 alberi, mentre la plastica, quella delle carte di pagamento, ad esempio, è un rifiuto difficile da smaltire nel lungo periodo.  

I programmi governativi come il piano Cashless Italia hanno iniziato a fare leva sulla digitalizzazione delle transazioni e su un abbandono progressivo di banconote e monete, con una visione generale improntata sulla tracciabilità ma anche sul rispetto dell’ambiente.

Con il tempo, e soprattutto dal periodo Covid in poi, gli italiani hanno dunque preso sempre maggiore confidenza con sistemi di pagamento elettronici come e-wallet, carte prepagate disponibili in formato digitale, ma anche con metodi innovativi quali dispositivi wearable – gli smartwatch, per intenderci – e le app di pagamento, tipo Apple o Google Pay.

Secondo lo studio “Lost in Transaction” curato da una ricerca del portafoglio elettronico Skrill, il 33 per cento degli italiani è disposto a utilizzare sistemi di pagamento diversi da carte di debito o credito per comprare online. Il 55 per cento della popolazione campione dell’indagine, in particolare, usa wallet con una frequenza sempre maggiore; il borsellino elettronico è seguito, per popolarità e diffusione, dalle carte prepagate.

Gli wallet come PayPal, Skrill, Neteller sono considerati metodi sicuri, veloci ed economici e in questa loro natura sposano perfettamente tutte le caratteristiche dell’e-commerce, ormai un fenomeno radicato sia nel campo dei servizi che della compravendita di beni di ogni genere. 

Il risparmio di tempo ai tempi della Rete

Internet e la velocità sono un binomio indissolubile: effettuare una ricerca, trovare forme di intrattenimento, comunicare, dialogare, acquistare, svolgere pratiche burocratiche e amministrative, ormai sono tutte attività che per mezzo web consentono un enorme risparmio di tempo. L’e-commerce, in particolare, è apprezzato perché dà modo di comprare da marketplace di tutto il mondo in pochi click, anche da casa o fuori casa – ma non in negozio – con spedizioni veloci, costi concorrenziali e in totale sicurezza.

Gli e-wallet sostengono, quale metodo di pagamento privilegiato, questo genere di approccio: pagamenti e transazioni avvengono infatti in poco tempo, con costi e tariffe davvero minimi rispetto al servizio offerto. La velocità dei mezzi di pagamento deve stare al passo di un mercato che sempre più tende alla personalizzazione dell’offerta e alla produzione on- demand, a tutto vantaggio dell’ecologia, di una gestione ottimale dell’invenduto nonché dei costi di stoccaggio delle merci in magazzino.

Gli e-wallet: questione di convenienza

Ma vediamo nel dettaglio l’altra grande questione legata alla convenienza degli wallet, ovvero il risparmio di denaro. 

Come si concretizza, di fatto, a parte l’abbattimento o la riduzione delle commissioni e la velocizzazione delle pratiche? Un primo esempio viene da Apple Pay, che bene sintetizza l’idea di portafogli elettronico, in quanto si possono collegare carte e connettersi velocemente al servizio con Touch o Face ID. Di recente dalla casa di Cupertino, in collaborazione con Goldman Sachs, è stato lanciato Apple Savings, un servizio che ottimizza il cashback di cui dispongono i possessori di Apple Card. Grazie al sistema, tramite app, è possibile anche controllare il saldo e gli interessi maturati nel tempo. 

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Non solo: anche Apple, seguendo PayPal, ha intrapreso la strada dei pagamenti rateali, con possibilità di dilazionare in quattro rate entro sei settimane prodotti con costo dai 50 ai 1000 dollari.

Del resto, la Rete è anche il luogo di sfizi, extra, tentazioni, e non solo degli acquisti di uso e utilità quotidiana: proprio partendo da questo presupposto PayPal aveva già lanciato il pagamento in 3 rate senza interessi, sfruttabile in milioni di negozi online ma anche, via PagoPA, per i pagamenti alla pubblica amministrazione di importi compresi tra i 30 e i 2mila euro. E ancora, PayPal e altri e-wallet consentono di usufruire di sconti su prodotti assicurativi convenzionati, ma anche di accedere in sicurezza alle offerte di gioco a distanza come i giochi online con deposito di 5 euro o poco più, oppure di risparmiare su box ricette tipo “Hello Fresh”, come anche sulle polizze casa.

Gli esempi possibili sono davvero tanti, e ogni operatore ha di norma una pagina dedicata alle aziende convenzionate, oppure alle promo riservate ai vari utenti.

Neteller, ad esempio, oltre a convenzioni con operatori attivi nel mercato delle criptovalute, tramite Knecht offre un programma fedeltà, per cui gli acquisti effettuati attraverso il wallet generano punti, convertibili in premi. 

Per una sostenibilità reale

La sfida del digitale trova ampia adesione anche tra gli operatori tradizionali dei servizi, come il Gruppo Poste, che con la sua ricaricabile Postepay si conferma tra i leader nei sistemi di pagamento più apprezzati dagli italiani.

Il tema dell’ecologia resta centrale, visto che nel 2021 sono state emesse un milione di tessere sostenibili, ovvero realizzate con le plastiche provenienti dagli Oceani. Il numero di emissioni è salito a 6 milioni nel 2022, e, entro il 2024, potrebbero addirittura quasi triplicare. Entro l’anno in corso, – si auspica – tutte le carte di Poste dovrebbero diventare a impatto zero sull’ambiente, inclusa la Postepay Evolution, utilizzata da app anche per aderire a servizi online e per acquistare via e-commerce, oltre che per pagare bolli auto, tasse scolastiche, multe e utenze varie. In questo scenario, non poteva mancare l’impegno di PayPal, già implementato nella app di Eni Sustainable Mobility per pagare i servizi di car sharing, oppure il rifornimento di biometano e HVOlution, il biocarburante 100 per cento rinnovabile.


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