Le piante australiane: ideali per il nostro clima e a basso consumo idrico

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Dedicato a tutti coloro che hanno il pollice verde ma anche una coscienza ecologica che vieta loro di consumare troppa acqua, siamo qui a incoraggiare una “moda botanica” di questi ultimi anni: le piante originarie dell’Australia, tutte specie a bassa manutenzione e scarsa risorsa idrica.

Sistemate nei nostri giardini insieme alle tradizionali piante mediterranee, a cui sono molto simili per portamento, risultano molto gradevoli dal punto di vista cromatico. Possono essere utilizzate con successo per quei giardini che possono essere poco curati e annaffiati: ad esempio, nelle seconde case al mare oppure nelle aiuole del verde urbano. Le specie oceaniche sono avvezze a estati caldissime e asciutte, con primavere e autunni piovosi, ma inverni freddi e quasi asciutti. Condizioni molto simili a quelle del bacino del Mediterraneo, dunque. A cui si aggiunge un ottimo adattamento all’esposizione alla luce solare, con produzione di fiori fin dal tardo inverno o dei primi giorni di primavera. Si sono evolute in terreni molto drenati, anche sabbiosi o sassosi, sviluppando un fogliame spesso e duro, tipico dei luoghi aridi.

Forse non tutti sanno che proprio dall’Australia arrivano piante che ormai consideriamo “nostre”, come le acacie, l’eucaliptus e la mimosa. Le nuove leve, ovvero le più recenti importazioni di piante che si adattano bene al nostro territorio annoverano il Callistemon (nella foto), la Dodonea, le Banksie, le Telopee, la Hakea e la Grevillea. E ogni anno ne vengono introdotte di nuove: tra le più recenti ci sono i Chamelaucium (che gli australiani chiamano wax flower): sono arbusti di piccole dimensioni con foglie simili ad aghi, sempre verdi che in primavera producono fiorellini bianchi a stella.


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