Dal cantiere non si butta via niente: anche i materiali di scarto tornano a nuova vita

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Industria ed edilizia per lungo tempo sono stati settori caratterizzati dall’uso intensivo di risorse e dalla produzione massiccia di rifiuti. Oggi invece si sta cercando di abbracciare una rivoluzione sostenibile, in linea con i cambiamenti che stanno interessando tutte le attività umane, per il bene del Pianeta. Difficile immaginare che in simili campi si riesca a raggiungere un tale risultato. E invece un segreto c’è: il riutilizzo dei materiali di scarto, al posto di impiegare nuove materie prime. Un approccio sostenibile, una prospettiva innovativa che intende costruire il mondo in cui viviamo percorrendo la via “green”. Anche perché i materiali riutilizzabili sono più di quelli che si riescono a immaginare, alcuni persino insospettabili. Di certo la strada è ancora lunga e le difficoltà non mancheranno, ma il piede di partenza è quello giusto per affrontare la questione globale dei rifiuti e creare un ambiente più sostenibile per tutti, partendo anche da quei contesti che sono noti per aver generato inquinamento negli anni. 

Perché questo nuovo paradigma “green”?

I motivi per cui è stata adottata (o si sta cominciando ad adottare) questa mentalità sono in primis le sfide ambientali che non possono lasciare indifferenti soprattutto i cantieri edili e stradali, dove spesso si estraggono risorse naturali, si produce energia intensiva o si emette gas serra. A queste vengono preferite le materie prime secondarie, ovvero materiali sottoposti a processi di recupero, riciclo o riutilizzo provenienti da prodotti già esistenti, magari in disuso o per l’appunto rifiuti industriali che, dopo essere stati adeguatamente trattati in impianti dedicati, vengono rimessi in circolazione per dare vita a nuovi beni. Le materie prime secondarie sono un elemento chiave nell’economia circolare, che mira a ridurre la dipendenza da risorse naturali vergini e a limitare la produzione di rifiuti gettati poi nelle discariche, due aspetti che il settore edile sta provando a scardinare. Da materiali di scarto dunque i possibili rifiuti diventano risorse potenziali per la creazione di nuovi spazi e infrastrutture, permettendo di recuperare vecchi edifici, rigenerare pavimentazioni stradali e molto altro. 

Quali scarti diventano materie prime secondarie?

Nel settore edilizio uno dei materiali più riciclati è il calcestruzzo, essendo quello più impiegato in fase di costruzione. Dopo essere stato triturato può diventare aggregato per la produzione di nuovo calcestruzzo, riuscendo a conservare le caratteristiche strutturali originarie nonostante provenga da edifici demoliti o da rimozioni di vecchie strutture. Anche gli inerti, come sabbia o ghiaia, possono essere recuperati per quanto, prima di essere impiegati nuovamente in contesti edilizi e stradali, debbano essere sottoposti a precisi processi per rimuovere contaminanti come fanghi inquinati. Questa separazione può avvenire in diversi modi, nel caso dei fanghi attraverso il trattamento dei fanghi bentonitici che, dopo un’attenta vagliatura, permette di ottenere ghiaia e sabbia di qualità da sfruttare per nuove costruzioni, come base stradale o formazione di terrapieni garantendo la medesima stabilità di un edificio o di un’infrastruttura nuova. 

Lo stesso asfalto può essere riciclato: le strade spesso sono soggette a manutenzione o a rifacimento, e quando ciò accade significa che si genererà una quantità significativa di asfalto di scarto che, dopo essere stato raccolto e separato da altri materiali, viene triturato in piccoli frammenti per creare materiale da utilizzare come base per la nuova pavimentazione, da mescolare e trattare con additivi quali leganti bituminosi per ripristinare le sue proprietà e garantire la durabilità dell’asfalto. L’utilizzo di asfalto riciclato riduce il consumo di bitume e limita la quantità di rifiuti destinata alle discariche, offrendo un approccio sostenibile alla manutenzione stradale. 

Prospettive future dei materiali di scarto

La continua implementazione di sistemi avanzati per il riciclo e il trattamento dei materiali di scarto incrementa senza dubbio la possibilità di riutilizzarli e consoliderà tale pratica, come già ne ha decretato il successo. Inoltre anche la qualità dei materiali recuperati si innalzerà grazie al miglioramento dell’efficienza e della sicurezza dei processi. Una delle grandi sfide è infatti quella di avere a disposizione un materiale che assomigli quanto più possibile a risorse vergini. Al di là delle incertezze attuali, il futuro del riutilizzo dei materiali di scarto in edilizia e nelle infrastrutture stradali si prospetta luminoso e pieno di opportunità. E anche se a livello normativo alcune carenze ancora ci sono e possono rappresentare ostacoli ardui da superare, la continua diffusione della pratica produrrà senza dubbio un vento di cambiamento e di mentalità. 


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