Che cos’è l’upcycle dei rifiuti?

Di , scritto il 25 Luglio 2012

Qualcuno ha tentato di tradurre il termine upcycling inglese con l’italiano “surciclo” dei rifiuti, ma per ora il conio linguistico non sembra ancora aver preso piede sui siti e sulla letteratura del settore. In compenso, il concetto è di facile comprensione e per certi versi è già entrato nell’immaginario collettivo.

In contesti poco scientifici, il termine upcycling è utilizzato per indicare il riciclo creativo degli oggetti, di cui vedete uno splendido esempio qui a lato. Con un po’ di creatività, banali contenitori, parti meccaniche di oggetti o utensili di uso quotidiano possono acquistare dignità di funzionali oggetti d’arte.

A livello scientifico, però, l’upcycling è il processo di conversione dei rifiuti o comunque dei prodotti inutili in nuovi materiali oppure in nuovi prodotti di alto valore commerciale. Nell’ottica dell’upcycling, ciò che fino a ieri consideravamo spazzatura diventa una risorsa da cui si può trarre qualche tipo di profitto e che idealmente dovrebbe portare un giorno a eliminare del tutto il concetto di “rifiuti”. Il vantaggio per l’ambiente è duplice: non è più necessario reperire nuove materie prime (che implica impiego di energia, inquinamento atmosferico e idrico ed emissioni di gas serra) e si annulla il costo dello smaltimento.

Nella parola inglese upcycling è contenuto il suffisso up che implica una salita, un aumento. Il riciclo così come lo intendiamo tradizionalmente è invece un downcycling, ovvero un processo che implica una perdita di valore. Ad esempio, nel processo di riciclo della plastica che non sia quella usata per le bottiglie, vengono mescolati vari tipi di materiale plastico dando come risultato un materiale ibrido, perfettamente utilizzabile, ma come sottoprodotto, ad esempio per materiali edili. L’obiettivo delle ricerche in questo settore è invece arrivare a produrre polimeri di qualità uguale o addirittura migliore del prodotto originale.


2 commenti su “Che cos’è l’upcycle dei rifiuti?”
  1. […] aziende e stilisti che hanno una reputazione “eco-friendly”, che fanno uso dell’upcycling e che usano soltanto materiali sostenibili. Bene anche quelli che praticano il commercio equo e […]

  2. Luca ha detto:

    Ciao!!L’articolo è molto interessante perchè parla di un argomento sconosciuto a molte persone: il problema dei rifiuti sta diventando sempre di più un’emergenza (basta vedere quello che stanno facendo a Roma le istituzioni per la scelta della discarica!). Penso che ci vorrebbe maggiore coscienza civile su una tematica delicata come questa e se posso vorrei postarti questo articolo dove si spiegano i diversi tipi di rifiuti, in modo che si diffonda una corretta conoscenza di questo argomento. Cosa ne pensi?


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