In Cilento si va a scuola di educazione ambientale… durante la merenda

Di , scritto il 23 Settembre 2019
educazione ambientale

La scuola è universalmente considerata il posto in cui gli uomini e le donne del domani iniziano il loro percorso educativo e sviluppano le loro competenze. A queste giovani persone è affidato il nostro futuro e, di conseguenza, è fondamentale per ogni professore o maestro comunicare e insegnare valori necessari quali il rispetto per l’ambiente o l’importanza delle energie rinnovabili.

Tematiche da affrontare sia sul piano teorico sia su quello pratico: infatti, molte scuole, anche da divers o tempo, si stanno muovendo efficacemente su questo piano. Per esempio, sempre più Istituti aderiscono a iniziative di sensibilizzazione ecologica come il noto “Puliamo il Mondo” di Legambiente.

Non solo manifestazioni legate ad associazioni molto vicine alla tematica ecologica e ambientale, a volte anche un singolo istituto o, meglio, una singola persona può fare la differenza per sensibilizzare in maniera decisiva i più giovani.

E’ il caso di Maria De Biase, una preside di una piccola scuola nel cuore del meraviglioso Parco Nazionale del Cilento: da qualche anno, infatti, ha imposto agli alunni il divieto di consumare a merenda i soliti snack confezionati, sostituendoli con “merendine vintage” (e più gustose) come pane e olio, pane e marmellata o frutta di stagione.

Tolleranza zero anche per le bevande industriali: sui banchi della scuola cilentana non si vede più Coca-Cola, ma una bella spremuta d’arancia.

Quasi sorprendentemente, i bambini hanno risposto con entusiasmo a questo “diktat” ecologico e salutare e molti genitori hanno dichiarato un miglioramento delle abitudini alimentari anche all’interno delle mura domestiche con un consumo minore di surgelati a favore di un sano “ritorno all’orto” che, fortunatamente, in Cilento non manca mai.

Ma non finisce qui, la Preside dell’Istituto Comprensivo Statale Santa Marina – Policastro ha dato il via a tantissime attività all’aperto al fine di promuovere l’apprendimento non solo tra i banchi, ma anche in campagna: i laboratori di autoproduzione e di riciclo, la creazione di orti sinergici sono solo alcuni dei tanti esempi di queste attività speciali portate avanti da Maria De Biase. La speranza è che questo esempio virtuoso possa essere presto imitato anche da altre scuole, in modo da portare avanti una vera e propria rivoluzione ambientale: dimostrazione forte quanto necessaria per salvare la bellezza del nostro pianeta.



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