Navi da crociera e impatto sul clima: qualche considerazione obiettiva

Di , scritto il 23 Giugno 2019

Il turismo su navi da crociera è un settore in continua crescita, ma fino a che punto è sostenibile dal punto di vista ambientale? Vediamo i pro e i contro.

Nel solo anno 2018 ben 28,5 milioni di turisti in tutto il mondo hanno prenotato un viaggio su un “hotel galleggiante” – e il trend è in aumento. Quello che un tempo era destinato a rimanere un sogno per la maggior parte delle persone è ora accessibile alle grandi masse grazie a prezzi assai più bassi che in passato. Ma allo stesso tempo sta crescendo anche la protesta di chi a cuore l’ambiente: queste “città in movimento sul mare” non solo inquinano, ma portano molte città fragili sull’orlo del collasso – prima tra tutte Venezia.
Secondo gli ambientalisti è soprattutto l’ambiente a pagare il prezzo dei viaggi a buon mercato. La stragrande maggioranza delle 300 navi da crociera attualmente in circolazione nel mondo funziona ancora con olio combustibile pesante, il carburante più inquinante in assoluto. L’olio pesante è un prodotto di scarto della lavorazione del petrolio che le compagnie di navigazione acquistano a basso prezzo dalle raffinerie – le quali a loro volta sono ben contente di sbarazzarsi di un rifiuto pericoloso. Sembrerebbe che in questo affare ci guadagnino tutti, meno che l’ambiente. La combustione di questo prodotto, infatti, non solo rilascia grandi quantità di anidride carbonica, ma anche sostanze tossiche come zolfo, particolato e metalli pesanti. Ne risente la qualità dell’aria, soprattutto quella respirata dagli abitanti delle città costiere.

Poi c’è la questione dell’approvvigionamento energetico nei porti (che costituisce il 40% del tempo totale), per il funzionamento degli impianti di condizionamento/riscaldamento e di illuminazione delle navi. In questo caso per alimentare i generatori di solito viene utilizzato il più costoso gasolio marino, che è un po’ più pulito dell’olio pesante, ma contiene comunque una buona quantità di sostanze inquinanti che si riversano nell’atmosfera. In teoria la forza motrice potrebbe anche essere acquistata dalla rete elettrica terrestre, ma per poterlo fare le compagnie di navigazione dovrebbero adeguare gli impianti le loro navi (a costi piuttosto alti). Inoltre, per essere più amica dell’ambiente l’elettricità dovrebbe essere provenire da fonti rinnovabili, in caso contrario non avrebbe alcun vantaggio dal punto di vista ecologico.

Gli armatori dal canto loro fanno notare che stanno investendo miliardi per rendere le loro navi più rispettose dell’ambiente. L’attenzione principale è rivolta ai sistemi di post-trattamento del GNL (gas naturale liquefatto), che in effetti è un carburante molto più ecologico del gasolio: non rilascia fuliggine, ma solo pochissime emissioni di azoto e zolfo, nonché il 20% in meno di emissioni di CO2. Però il GNL è costoso e nel medio termine è probabile che l’industria delle crociere continuerà probabilmente a dipendere dall’olio combustibile pesante.

Occorre comunque essere obiettivi e spezzare una lancia a favore delle navi da crociera, che rappresentano solo il 2% del turismo globale. Se si pensa che quasi il 60% dei viaggiatori ha preso l’aereo per andare in vacanza nel 2018 si capisce che il comparto aereo è molto più devastante per il Pianeta. È inoltre opportuno dare un’occhiata al trasporto marittimo nel suo complesso. Rispetto alle 40.000 navi mercantili, che gestiscono il 90% del commercio mondiale e operano prevalentemente con olio combustibile pesante, le 300 navi da crociera costituiscono una percentuale quasi trascurabile.

Un discorso un po’ diverso è il discorso che esula leggermente dalle problematiche dell’impatto ambientale per sconfinare in argomenti economici e sociali. Dagli enormi hotel galleggianti si riversano ogni giorno migliaia di visitatori in splendide città come Amsterdam, Bergen, Palma di Maiorca, Venezia e Dubrovnik. Ma i visitatori rimangono solo poche ore. I flussi dell’industria turistica locale sono stati completamente sconvolti: le orde di turisti mordi e fuggi lasciano dietro di sé dei residenti sempre più infastiditi e montagne di spazzatura da smaltire. Non stupisce che un numero sempre crescenti città stiano riducendo il numero di navi da crociera autorizzate ad ormeggiare nel loro porto perché si sentono minacciate e soffocate.



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