In Svizzera forte impegno per favorire il ritorno delle cicogne

Di , scritto il 21 Gennaio 2014

cicogne altreuLa biodiversità terrestre è in costante riduzione, con un altissimo numero di specie vegetali e animali che scompaiono per sempre. Non tutti però si sono definitivamente arresi in questa lotta, ad esempio gli appassionati di cicogne sono corsi ai ripari un po’ ovunque per reintrodurre questo magnifico volatile nelle regioni in cui rischiava di non essere mai più visto. I motivi della scomparsa sono in realtà da ricercare in primo luogo in Africa, ovvero nei luoghi in cui la cicogna sverna: negli anni ’70 e ’80 il Sahel fu colpito da un’estrema siccità, che ridusse drasticamente le possibilità di alimentarsi per tutti – portando non soltanto a mancanza di cibo per le cicogne ma anche al loro abbattimento da parte degli indigeni al fine di nutrirsi. A questo fattore si aggiunse un utilizzo smodato di insetticidi contro le cavallette che avvelenò l’habitat naturale.

Ma anche in Europa esistono varie minacce per le cicogne: i fili dell’alta tensione colpiti in volo da questi grandi uccelli. E poi l’avanzare dell’agricoltura intensiva che pian piano porta alla scomparsa delle zone paludose, l’habitat naturale per la cicogna.

La Svizzera è stata il primo paese dell’Europa Occidentale a essere abbandonato dalla cicogna bianca, a partire dagli anni ’40 del secolo scorso. Però ma è stata anche il primo paese a contrastarne il declino. La storia è iniziata nella cittadina svizzera di Altreu, nei pressi di Berna. Qui, già nel 1948 furono realizzati i primi interventi per contrastare la scomparsa delle cicogne, con la costruzione di voliere e l’importazione di coppie di cicogne dall’Algeria e dall’Alsazia per farle riprodurre in cattività. Oggi più di 200 coppie di cicogne nidificano in Svizzera; i nidi “artificiali” devono essere costruiti molto in alto, fuori dalla portata dei predatori più temibili, come la faina. Possono essere costituiti da camini, alberi morti, tetti o piattaforme appositamente sistemate dall’uomo. L’importante è che la cicogna, con la sua apertura alare di 2 metri, vi possa atterrare e decollare senza problemi.



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