Trasformare le onde elettromagnetiche in corrente elettrica con le rectenne

Di , scritto il 19 Settembre 2012

che cos'è una rectennaSfruttare le onde elettromagnetiche già presenti in un ambiente per ricaricare un telefono cellulare, un orologio o qualunque device elettronico invece di usare una batteria: questo è il principio intorno a cui ruota la rectenna (letteralmente “antenna che rettifica”), una tipologia di antenna utilizzabile per convertire le microonde che pervadono il nostro mondo trasformandole in corrente continua.

Negli ambienti in cui viviamo sono infatti molteplici le sorgenti di onde elettromagnetiche: per esempio le antenne per la telefonia mobile, quelle Yagi-Uda o paraboliche per le trasmettere/ricevere i segnali radio-televisivi e le antenne monopolo dei router wi-fi. Con una rectenna si ricicla – o meglio, si fa fruttare – un’energia già presente nell’ambiente, si evitano tutti i problemi legati allo smaltimento delle batterie esauste e si aggiunte il non trascurabile vantaggio di risparmiare denaro nell’acquisto di energia.

Nell’aspetto le rectenne sono molto diverse dalle classiche antenne: nella loro forma più semplice sono costituite da un diodo Schottky posto e collegato tra i dipoli di un’antenna più un condensatore. Il diodo riesce a rettificare la corrente indotta sull’antenna dalle microonde. Il costo di questi piccoli componenti elettronici è veramente irrisorio e rimane tale se si collegano mediante fili di rame in serie un certo numeri di rectenne su supporti/substrati economici e a impatto ambientale nullo, come ad esempio il tessuto (come nella foto qui sotto).

In un futuro non troppo lontano le rectenne potrebbero essere incorporate negli smartphone o in altri oggetti elettronici e ricaricarli evitando l’uso di pile, caricabatterie, fili, prese elettriche ecc. Sarà possibile sviluppare sistemi autonomi dal punto di vista energetico ad alimentazione perpetua.

[Foto: electromagnetics.unisalento.it]


3 commenti su “Trasformare le onde elettromagnetiche in corrente elettrica con le rectenne”
  1. mikifly ha detto:

    Già, risulta anche a me che Tesla ci riusci’….. Ma non fa incavolare che dipendiamo dai petrolieri e mafia mondiale ??? Teslaaaa come hai fattoooo…. vienimi in sognoooo

  2. salvo ha detto:

    la scoperta dell’acqua calda Tesla nel 1908 mi pare, aveva costruito un motore poi montato su di un auto che arrivava alla velocità di oltre 100kmh. Semplicemente con l’etere.

  3. Marco ha detto:

    Molto interessante ma un po’ avveniristica ancora come soluzione, o mi sbaglio? Esistono già delle apparecchiature in commercio o sotto studio che si occupino della conversione di energia in questo modo in quantità significative?


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