Cosa fare se trovi dell’Eternit in casa

Di , scritto il 19 Aprile 2022
Eternit

L’eternit nella vicinanza delle abitazioni è molto pericoloso per la salute degli abitanti. Scopri subito come smaltire l’eternit a norma di legge.

Le abitazioni che sono state costruite negli anni dal 1950 fino al 1992 possono avere al loro interno una presenza di eternit. La presenza di questo materiale è molto pericolosa per le sue caratteristiche di potersi scomporre in fibre di dimensioni infinitesimali che con l’inalazione possono causare malattie molto gravi dell’apparato respiratorio umano.

La pericolosità dell’amianto nelle abitazioni

L’amianto, o “asbesto” è un minerale pericoloso per la salute dell’uomo, ma non quando è compatto. La pericolosità di questo materiale inizia quando è danneggiato, dato che disperde nell’ambiente le sue fibre che possono essere inalate dall’uomo. Il danneggiamento dell’eternit può avvenire sia causa di ripetute sollecitazioni meccaniche ma anche a causa delle condizioni atmosferiche che ne possono determinare lo sfaldamento ed anche la rottura.

Le fibre di amianto inoltre sono estremamente volatili e possono quindi essere trasportate dalla circolazione dell’aria all’interno degli ambienti. Per questo motivo è necessario che i materiali contenenti amianto siano individuati e smaltiti ricorrendo ad aziende esperte nel settore Smaltimento Eternit.

Le azioni da mettere in atto se c’è amianto in casa

Quando all’interno dell’abitazione c’è presenza di amianto friabile esiste l’obbligo di comunicarlo sia al Comune di residenza che all’ASL competente che deve tenere un registro nel quale sono censiti tutti i manufatti con presenza di amianto. Il proprietario dell’appartamento o, l’amministratore del condominio, dovrà dare quindi comunicazione del fatto alla ASL in accordo a quanto previso dalla legge 257/92, far eseguire una ispezione con cadenza almeno annuale, da parte di personale che possa valutare lo stato dei materiali e fornire un rapporto contenente anche una documentazione fotografica.

Nel caso in cui sia presente un “rischio amianto” si dovrà provvedere alla bonifica con una azienda specializzata, anche se la legge non ne prevede l’obbligo. Gli interventi specifici da eseguire saranno definiti in base alla valutazione tecnica e potranno essere la rimozione immediata oppure programmata, l’incapsulamento o il confinamento dei materiali, la riparazione o il monitoraggio periodico della situazione.

La bonifica amianto

Se si decide di effettuare la bonifica dell’amianto è necessario contattare una ditta autorizzata allo scopo, che mette a disposizione dei professionisti del settore e che eseguono le operazioni in sicurezza come previsto dalla legislazione vigente in materia. Queste aziende predispongono il Piano di Lavoro nel quale sono previste tutte le misure di sicurezza necessarie per garantire la sicurezza dei lavoratori impegnati nella bonifica, oltre che la protezione dell’ambiente.

I contenuti minimi del Piano di lavoro sono quelli elencati dalla legge e copia dello stesso deve essere trasmessa all’organo di vigilanza 30 giorni prima dell’inizio delle operazioni di bonifica per il controllo e l’eventuale integrazione. Trascorsi i 30 giorni senza comunicazioni da parte dell’organo di vigilanza, i lavori possono essere eseguiti. Per quanto riguarda i costi delle operazioni di bonifica, così come quelli della valutazione dei manufatti che possono contenere amianto, questi sono legati sia alle dimensioni dell’appartamento o del condominio da bonificare o controllare che alla sua complessità.


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