Direct Air Capture: come funzionano le tecnologie per rimuovere la CO2 dall’aria

Di , scritto il 17 Gennaio 2018

Con il termine Direct Air Capture (spesso abbreviato in DAC) si intendono delle speciali tecnologie capaci di separare e stoccare l’anidride carbonica dagli altri gas che costituiscono l’aria, eliminando una parte dei gas serra e contribuendo a lottare contro l’inquinamento e i cambiamenti climatici.

Per comprendere a grandi linee il funzionamento degli impianti DAC possiamo immaginarli come degli alberi artificiali che però non utilizzano la fotosintesi, ma estraggono la CO2 dall’aria impiegando delle sostanze chimiche a cui essa si “lega”. Con la successiva applicazione di una certa quantità di energia la CO” estratta si “stacca” da quelle sostanze chimiche, che possono essere nuovamente utilizzate.

La tecnologia DAC può essere grosso modo suddivisa in due classi: tecnologie per il “riciclo” del diossido di carbonio e tecnologie per la “rimozione” del medesimo. Nel caso del riciclo l’anidride carbonica può essere utilizzata per altri impieghi (produzione di bevande gassate, nelle serre per la coltivazione di ortaggi o piante). Nel caso della rimozione, invece, la CO2 viene stoccata in zone sotterranee o in materiali che non ne permettono la fuga (ad esempio cementi o plastiche).

I principali vantaggi della tecnologia DAC risiedono nel fatto che gli impianti possono essere posizionati in vicinanza di aziende o dei luoghi dove è necessario eliminare la CO2, evitando le alte spese di trasporto. Sono inoltre relativamente poco ingombranti e non richiedono l’impiego di biomassa, perciò non rubano risorse provenienti da terreni agricoli. Lo svantaggio principale di questo tipo di tecnologia risiede negli alti costi che essa implica. Si calcola che per ottenere 1 chilogrammo di CO2 compressa pura al 100% siano necessari 497 kiloJoule di energia, con costi che possono andare dai 60 ai 100 dollari per ogni tonnellata di CO2 a seconda degli impianti utilizzati e del grado di purezza dell’anidride carbonica estratta. Gli studi comunque proseguono e i prezzi sono sicuramente destinati a diminuire. Tra i progetti più all’avanguardia citiamo quelli di Carbon Engineering (British Columbia, Canada), Climeworks (Zurigo), Global Thermostat (California), Infinitree (stato di New York) e Center for Negative Carbon Emissions at ASU (Arizona).

Se confrontati con gli impianti di Carbon Capture and Sequestration, i sistemi DAC sono simili per quanto riguarda le sostanze chimiche utilizzate per la “raccolta” della CO2, ma differiscono per il fatto che mentre la CCS cattura la CO2 presente nei fumi della combustione nelle centrali elettriche, la DAC è in grado di estrarla direttamente dall’atmosfera, anche se è presente in percentuali molto più basse.



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