Salute e serenità nella terza età: meglio le polizze vita o un fondo pensione?

Di , scritto il 14 Aprile 2020

Polizze vita e fondi pensione sono due importanti strumenti di risparmio. Appartengono a una tipologia diversa ma hanno una finalità analoga, quella previdenziale, ovvero la tutela del futuro della persona o dei suoi cari. Assicurazioni vita e i fondi pensione integrativi sono spesso definiti come il secondo e terzo pilastro del sistema pensionistico (il primo pilastro è ovviamente il sistema previdenziale italiano generale). Vediamone le principali caratteristiche, nonché i pro e i contro delle une e degli altri.

Assicurazioni sulla vita: che cosa sono

In buona sostanza le polizze vita sono dei contratti con cui il contraente si impegna al pagamento di un premio (unico oppure rateale) per assicurarsi il versamento di una somma nel caso sopraggiunga un evento funesto come invalidità o morte oppure semplicemente alla scadenza del contratto (in questo caso si tratta di polizze con una finalità finanziaria).

Per la precisione, occorre distinguere tra varie tipologie di assicurazione vita:

  • con una polizza caso morte si garantisce ai familiari una fonte di reddito che risulterebbe scoperta con la scomparsa dell’assicurato.
  • con una polizza “long term care” (o polizza LTC) si assicura invece l’incasso di una rendita nel caso in cui l’assicurato venga a trovarsi in una situazione di non autosufficienza o di bisogno di una copertura economica per l’assistenza sanitaria.
  • con una polizza caso vita, il versamento della rendita avviene quando l’assicurato raggiunge una determinata età. L’investimento maturato viene versato sotto forma di vitalizio o di capitale (una tantum). In questo particolare settore si distingue tra polizze unit-linked, in cui i premi versati vengono investiti in quote di fondi assicurativi interni diversificati e polizze index linked, in cui i premi assicurativi sono investiti in strumenti il cui rendimento è legato alle prestazioni di uno o più indici azionari.

Fondi pensione

Godono di un’attenzione crescente da quando è risultata chiara la sempre maggiore difficoltà per garantire a sé stessi un futuro pensionistico adeguato. La sottoscrizione di un fondo pensione prevede dei versamenti di denaro con il cui rendimento si costruisce una pensione integrativa che andrà ad aggiungersi in seguito al vitalizio fornito dalla previdenza pubblica. La prestazione pensionistica derivante dai fondi pensione potrà essere erogata sotto forma di rendita oppure di capitale a partire dalla data di raggiungimento dei requisiti per la pensione pubblica. In questo modo il contraente può garantirsi il mantenimento di un di tenore di vita adeguato anche al termine dell’attività lavorativa.

A chi sono adatte le polizze vita e i fondi pensione?

Le prime sono adatte a chiunque, anche se a seconda dell’età del contraente le condizioni possono variare di molto. I fondi pensione sono invece riservati a chi non è già pensionato, dunque lavoratori di ogni tipo (dipendenti, autonomi, liberi professionisti), studenti, titolari di redditi non derivanti da da lavoro, minorenni o altri soggetti fiscalmente a carico.

Vantaggi legali di polizze vita e fondi pensione a confronto

In Italia entrambe le tipologie di prodotto possono essere definite come forme di risparmio altamente tutelato.
Per le polizze vita vale il principio di insequestrabilità e impignorabilità.
Anche nel caso dei fondi pensione il capitale accumulato non può essere pignorato né dai creditori del gestore (banca, compagnia assicurativa), né dai creditori dell’assicurato. La somma versata rimane inoltre indenne dalle conseguenze di un fallimento o di altra procedura concorsuale del gestore.

Vantaggi fiscali di polizze vita e fondi pensione a confronto

Nel caso delle polizze vita vale il diritto alla detraibilità dei premi versati dal reddito dichiarato ai fini IRPEF nella misura del 19% con tetto massimo di 530 euro annuali (detrabilità significa che la sottrazione del premio avviene dopo l’applicazione dell’aliquota IRPEF). Nel caso di morte dell’assicurato le somme versate ai beneficiari non sono gravate da IRPEF e sono esenti dall’imposta di successione.

Nel caso dei fondi pensione vale invece il diritto alla deducibilità dei contributi versati dal reddito dichiarato ai fini IRPEF fino a un massimo di 5164,57 euro l’anno (deducibilità significa che la sottrazione del premio avviene prima dell’applicazione dell’aliquota IRPEF). Anche sui rendimenti e al momento dell’erogazione della pensione integrativa il regime fiscale è agevolato.

Svantaggi di polizze vita e fondi pensionistici a confronto

I principali svantaggi delle polizze vita sono costituiti dai costi diretti o indiretti che mediamente risultano più elevati rispetto ad altri prodotti finanziari. Tuttavia, un investitore oculato può riuscire a spuntare ottime condizioni con un opportuno raffronto tra le varie polizze (ad esempio, confronta qui).

I fondi pensione sono adatti a chi vuole una rendita vitalizia alquanto alta e garantita da un contratto. Hanno lo svantaggio di offrire una rendita soltanto in un futuro più o meno lontano, cioè di non essere liquidabili in maniera anticipata. Per dirla in modo semplice: non è per nulla agevole uscire da un fondo pensione.

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