Lumen e Watt: come distinguerli e a cosa servono

Di , scritto il 13 Marzo 2019

Quando ci si accinge all’acquisto di una o più lampadine, si entra in contatto con due unità di misura che potrebbero risultare sconosciute per i non esperti: il Watt e il Lumen. Ma in che cosa consistono? Si tratta di due misure correlate tra loro? Nelle prossime righe proviamo a fare un po’ di chiarezza, anche per aiutare i non addetti ai lavori a scegliere i prodotti più adatti alle loro esigenze.

Il Watt e il Lumen

A differenza di quel che di solito si è portati a pensare, il Watt non misura la luce, ma la potenza; è il Lumen, invece, l’unità di misura appropriata che permette di quantificare la luce. Esso, in particolare, fornisce una misurazione del flusso luminoso che viene prodotto dalle lampadine. Eppure per molti anni ognuno di noi è stato abituato a selezionare e a comprare le lampadine facendo riferimento al numero di Watt. Che cosa è cambiato nel frattempo? 

Il Watt e la luce delle lampadine: che rapporto c’è?

Con un po’ di esperienza, si è in grado di capire quanta luce viene generata da una lampadina da 100 Watt, da una da 60 Watt o da una da 40 Watt. Tuttavia, vale la pena di ribadire che i Watt indicano semplicemente quanta energia viene usata dalla lampadina, ma non misurano la quantità di luce che viene generata. Il Watt non può più essere considerato un’unità di misura valida per definire quanta luce è prodotta da una lampadina da quando sono state immesse sul mercato le lampadine a LED, che – come noto – sono state concepite e messe a punto per impiegare un quantitativo di energia nettamente inferiore rispetto a quelle precedenti. Ecco perché oggi si ricorre al Lumen per misurare la luminosità.

Che cosa è cambiato con i LED

Con i LED l’illuminazione casalinga è stata quasi rivoluzionata, nel senso che è diventata molto più conveniente dal punto di vista economico. Le lampade a LED a basso consumo, infatti, mettono a disposizione una quantità di luce più elevata e garantiscono, al tempo stesso, un consumo di energia inferiore. Per avere una dimostrazione del motivo per il quale a causa del LED il Watt non può più essere ritenuto un’unità di misura utile per calcolare la quantità di luce prodotta dalle lampadine è sufficiente verificare che la potenza luminosa di una lampadina alogena da 50 Watt è più o meno la stessa di una lampada a LED da 6.5 Watt, quasi 10 volte di meno.

Il Lumen: che cos’è

Bisogna fare riferimento, quindi, al Lumen, che si può ritenere una soluzione innovativa per definire la luminosità di una lampadina. Indicato con la sigla lm, esso indica la quantità di luce visibile all’occhio umano che deriva da una sorgente di luce o da una lampada: in sostanza, una lampadina produce tanta più luce quanto più elevato è il valore che viene espresso in Lumen. Con il progredire della tecnologia, il valore dei Lumen è destinato ad aumentare in modo inversamente proporzionale rispetto al valore dei Watt.

Perché il LED consuma meno?

Ora è facile capire perché la tecnologia a LED consente di ridurre i consumi: in futuro, infatti, si usufruirà di una quantità di luce sempre maggiore con un consumo di corrente sempre più basso. Per tornare all’esempio visto in precedenza, la lampada a LED da 6.5 Watt garantisce la stessa luce di una alogena da 50 Watt ma consumando l’87% in meno di energia. Così, se oggi si ha la necessità di sostituire una lampadina vecchia da 100 Watt, si deve ricorrere a una lampadina a LED da 1.600 Lumen, che presuppone un consumo di oltre 80 Watt in meno. Una vecchia lampadina da 40 Watt, invece, equivale a un modello a LED da 450 Lumen, mentre una da 75 Watt può essere rimpiazzata da un LED da 1.100 Lumen.



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