Crisi e nuova coscienza ambientale portano alla riscoperta della sartoria

Di , scritto il 08 Giugno 2012

Con l’avvento del prêt-à-porter sembrava definitivamente tramontata l’era delle sartine e dei corsi di taglio e cucito, se non per l’alta moda riservata a un’élite di persone. Ora, invece, complice la crisi economica che svuota sempre più le nostre tasche e grazie alla nuova coscienza ambientale che si sta sviluppando e che mira al riciclo, al riutilizzo, al non-spreco, l’artigianato o il fai-da-te con ago e filo stanno vivendo un periodo d’oro.

Sono sempre più numerose e hanno tantissimo lavoro le microimprese che offrono riparazioni sartoriali: orli, rammendi, cuciture, piccoli aggiustamenti di vecchi vestiti. Prima di buttare un capo di abbigliamento, soprattutto se è di buona qualità, si cercano tutte le soluzioni per adattarlo ai canoni della nuova moda, creando così lavoro per molte persone. Anche per il guardaroba maschile alcune sartorie di lusso hanno adottato tecniche di risparmio: rifacimento di collo e polsi di una camicia ancora relativamente nuova, che può assumere un’aria persino più trendy con scelte opportune di colore e di foggia.

E poi c’è tutto il settore del riciclo creativo vero e proprio, che recupera tutti i chilometri e le tonnellate di stoffe e tessuti che costituiscono i fondi di magazzino delle industrie e giacciono inutilizzati oppure sono destinati alla discarica. Uno spreco enorme che molti artigiani sono in grado di recuperare, tagliare, confezionare e far nascere a nuova vita, mettendoci solo con un po’ di creatività. Tessuto pagati pochissimo che nei laboratori sartoriali possono trasformare in splendidi capi di abbigliamento a prezzi contenuti, ulteriormente recuperando ritagli e avanzi per la confezione di borse, sporte per la spesa, sacche, portacomputer, come fanno le ragazze di Made In Carcere. E pensare che gli imprenditori sono ben felici di liberare i magazzini dai tessuti di scarto!

Ma si può fare un passo ulteriore con materiali che hanno apparentemente poco a che fare con la sartoria. Ad esempio, in Brasile i vecchi teloni di cotone di copertura dei camion vengono raccolti, ammorbiditi e rinascono come tessuti per l’abbigliamento e l’arredamento. Se pensiamo ai trattamenti – altamente dannosi per l’ambiente – a cui si sottopongono i tessuti nuovi per dare loro un aspetto invecchiato e usurato, si capisce il buon senso di un materiale come questo.

E chissà che imparare a cucire non diventi nuovamente in futuro uno dei nostri hobby preferiti.


1 commento su “Crisi e nuova coscienza ambientale portano alla riscoperta della sartoria”
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