Cartucce toner rigenerate e altri modi per risparmiare sulla stampa

Di , scritto il 02 Gennaio 2012

Tutti i prodotti hardware sono più riciclabili e rigenerabili di quanto si pensi normalmente. Ci sono aziende che ritirano PC obsoleti, verificano le funzionalità dell’hardware, lo ripuliscono e vi installano software libero per poi rimetterli sul mercato a prezzi veramente contenuti, con prestazioni equiparabili a quelli nuovi di zecca. Lo stesso si può fare con le stampanti, che in alcuni casi vengono date ai clienti in comodato d’uso gratuito: si pagherà un canone corrispondente al numero di copie stampate più una cifra per assistenza e manutenzione.

Ma sono soprattutto i consumabili che si usano e si gettano con maggiore frequenza. Eppure già da molti anni tutti sanno che le cartucce di toner sono ricaricabili. Negli USA viene già riciclato il 40% di esse; in Italia purtroppo ci fermiamo al 10-15%. E pensare che per produrre la plastica di una sola cartuccia sono necessari ben 4,5 litri di petrolio e che in Italia si consumano circa 10 milioni di cartucce toner ogni anno. In un centro di rigenerazione per le cartucce si effettua una pulizia eliminando i residui di toner, vengono sostituite le parti che subiscono usura durante il processo di stampa, si riempie il serbatoio con toner nuovo, si riassembla la cartuccia e infine si verifica la qualità di stampa con un test – prima di confezionarla e riconsegnarla al cliente. Il risparmio di denaro rispetto a una cartuccia nuova è di circa il 40%. Il risparmio in termini ambientali è infinitamente superiore!

Quando le nostre stampanti ci chiedono di cambiare la cartuccia, in realtà essa contiene un discreto residuo di inchiostro, in alcuni casi anche il 20%. Il messaggio è dato dal software installato sulla stampante e dal microchip montato sulla cartuccia: è il concetto di obsolescenza programmata di cui parlavamo tempo fa. Purtroppo il divieto non si può aggirare: il software preinstallato consente di fare solo un numero ristretto di copie, raggiunto il quale è necessario prendere una cartuccia nuova. A questo proposito bisognerebbe unirsi come consumatori e fare pressione sulle aziende affinché producano software che consentano di utilizzare tutto l’inchiostro in una cartuccia.

Sicuramente sarete già tra le persone che cercano di stampare il meno possibile, eventualmente di utilizzare un font particolare come Ecofont, che fa risparmiare fino al 20% di inchiostro.


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