Yellowstone, Venezia, le Galapagos: i siti UNESCO a rischio per colpa del riscaldamento globale

Di , scritto il 30 Maggio 2016

Rock Islands Southern Lagoon PalauSpesso pensiamo che il riscaldamento globale stia mettendo a rischio la sopravvivenza degli orsi polari e questo è sicuramente vero. Però il global warming potrebbe presto risultare devastante per vari siti Patrimonio dell’Umanità per l’UNESCO in ogni angolo del mondo. Secondo un nuovo rapporto sono ben 31 in 29 diversi paesi i gioielli che corrono il rischio di scomparire a causa delle temperature sempre più alte, del livello dei mari che cresce con lo sciogliersi dei ghiacci e di tempeste, siccità e incendi sempre più distruttivi.

Ecco l’elenco, suddiviso in base alla regione geografica:
Africa
* Bwindi Impenetrable National Park, Uganda
* Rovine di Kilwa Kisiwani e di Songo Mnara, Tanzania
* La Flora della provincia del Capo, Sudfrica
* Parco nazionale del Lago Malawi, Malawi

Medio Oriente
* Ouadi Qadisha (la Valle sacra) e la Foresta dei cedri di Dio (Horsh Arz el-Rab), Libano
* Wadi Rum, Giordania
* Gli antichi Ksour di Ouadane, Chinguetti, Tichitt e Oualata, Mauritania

Asia e Pacifico
* Laguna meridionale delle Rock Islands, Palau (nella foto)
* Antica città di Hoi An, Vietnam
* Shiretoko, Giappone
* Parco nazionale di Komodo, Indonesia
* Parco nazionale di Sagarmatha, Nepal
* Lagune della Nuova Caledonia, Francia
* I terrazzamenti di Banaue nella Cordigliera filippina
* Montagne d’Oro dell’Altai, Russia
* East Rennell, Isole Salomone

Nordamerica
* Parco nazionale di Yellowstone, USA
* La statua della Libertà, USA
* Parco nazionale di Mesa Verde, USA
* Città vecchia di Lunenburg, Canada

America latina
* Porto, fortezza e monumenti di Cartagena, Colombia
* Coro e il suo porto, Venezuela
* Isole Galápagos, Ecuador
* Parco nazionale del Huascarán, Peru
* Riserve della foresta atlantica sud-orientale, Brasile
* Parco nazionale di Rapa Nui sull’Isola di Pasqua, Cile

Europa
* Il Fiordo ghiacciato presso Ilulissat, in Groenlandia (Danimarca)
* Cuore delle Orcadi neolitiche, inclusa Skara Brae, Regno Unito
* Stonehenge, Avebury e siti associati, Regno Unito
* Mare dei Wadden, Olanda, Germania e Danimarca
* Venezia e la sua Laguna.

Come si noterà, l’Australia è assente dall’elenco, ma questo soltanto perché, pur essendo la Grande Barriera Corallina assolutamente a rischio per le aumentate temperature, l’acidificazione degli oceani e lo sbiancamento dei coralli, il governo del paese ha chiesto di rimuoverla dalla lista per non danneggiare l’industria del turismo.


1 commento su “Yellowstone, Venezia, le Galapagos: i siti UNESCO a rischio per colpa del riscaldamento globale”
  1. […] l’applicazione di un nuovo metodo per la rigenerazione della Grande barriera corallina, uno degli ecosistemi del globo che più stanno soffrendo per via del riscaldamento globale, l’acidificazione degli oceani e lo sbiancamento dei […]


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