La diversità floristica nelle nicchie ecologiche urbane

Di , scritto il 26 Ottobre 2018

biodiversitàTra edifici in cemento e strade asfaltate, il verde urbano è sempre più prezioso; offre occasioni di relax, svago e piacere per gli occhi, ma è anche un importante elemento a livello ambientale, di paesaggio e di qualità del territorio. Attualmente, mantenere la biodiversità e gli ambienti naturali nelle aree cittadine, dove vive più della metà della popolazione mondiale, è una delle sfide maggiori nell’ambito della conservazione. Il primo passo fondamentale per raggiungere questo obiettivo è compilare elenchi aggiornati dei taxa vegetali nei centri urbani. Inoltre, dal momento che le città sono centri per l’introduzione e l’espansione di specie non native, questi set di dati possono essere una ricca fonte di informazioni sull’invasione biologica e sull’omogeneizzazione dell’habitat.

Le nicchie ecologiche urbane

Le specie vegetali urbane occupano cinque principali nicchie ecologiche che possono essere ordinate verticalmente in base alla loro altezza relativa dal suolo. Quali sono? La nicchia ecologica più bassa si trova sotto il livello del terreno ed è rappresentata da tombini e grate. Il substrato che si accumula in questi contesti è molto ricco di materia organica e umidità, mentre l’intensità della luce è bassa. A livello del suolo, si incontrano invece i terreni semi-naturali (prati irrigati, aiuole, ecc.): sono gli habitat più eterogenei, in quanto sono direttamente influenzati dalle pratiche agronomiche; le condizioni di luminosità variano secondo la presenza di alberi e, di conseguenza, il manto erboso può essere abbondante o anche totalmente assente.

Salendo ancora verso l’alto, la nicchia successiva da prendere in considerazione è data dalle aree pavimentate (marciapiedi, strade, ecc.); in questo caso, il suolo è confinato spazialmente e le temperature sono sempre abbastanza alte dato lo stretto contatto con materiali lapidei. Si prosegue poi con le superfici verticali, rappresentate dalle pareti, che possono essere distinte in muri di case abitate, solitamente intonacati e mantenuti in buone condizioni, e mura isolate, talvolta a diretto contatto con il terreno come nel caso di antiche fortificazioni e argini stradali. La nicchia più alta individuata nel contesto urbano, infine, è rappresentata da tetti e terrazze, i quali, generalmente, hanno una copertura fatta in mattonelle, temperatura media e luminosità elevate, mentre l’acqua e il substrato sono molto scarsi.

La struttura della città, un elemento importante

Uno studio recente, tutto made in Italy, ha messo in luce la distribuzione spaziale verticale e orizzontale, la ricchezza delle specie e la diversità delle piante vascolari nelle nicchie ecologiche urbane nella città di Bologna. Nell’area del centro storico è stato rinvenuto un totale di 477 specie vegetali, il 30% delle quali specie aliene. Gli habitat che maggiormente contribuivano alla ricchezza floristica totale erano i terreni seminaturali, seguiti da aree pavimentate, muri, tetti e tombini. La ricerca ha permesso di evidenziare i fattori che hanno un maggiore impatto sulla diversità floristica in nuclei storici densamente costruiti, testando in particolare la presenza di spazi verdi e la relazione con la larghezza della strada e la disposizione degli edifici.

La qualità dell’habitat urbano, misurata dal numero di specie native, è risultata essere inversamente proporzionale al tasso di disturbo, sottolineando l’urgente necessità di protezione e conservazione della natura anche nei contesti cittadini. In questo senso, la struttura della città (larghezza della strada, orientamento e tipo di pavimentazione) è emersa per la prima volta come elemento di fondamentale rilievo e di cui tenere conto per la distribuzione delle specie vegetali e la loro ricchezza in ambiente urbano.

 

Fonte:

Mirko Salinitro, Alessandro Alessandrini, Alessandro Zappi, Dora Melucci & Annalisa Tassoni, Floristic diversity in different urban ecological niches of a southern European city, Scientific Reports, volume 8, Article number: 15110 (2018) [Open access] Creative Commons Attribution 4.0 International License.



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