Diagnosi Energetica: cos’è e per chi è obbligatoria

Di , scritto il 23 Settembre 2022
diagnosi energetica

La spesa energetica ha un’incidenza sempre maggiore sul bilancio delle imprese: da qui l’importanza di essere consapevoli del profilo di consumo energetico dell’attività per individuare in concreto le opportunità di risparmio.

La Diagnosi Energetica concretizza lo strumento oggigiorno disponibile per definire e mettere in campo gli interventi di riqualificazione che possono ridurre le spese di gestione e gli sprechi legati al riscaldamento, al raffrescamento, alla produzione di acqua sanitaria e al consumo di elettricità.

Ecco una breve guida per sapere di più su questo strumento di analisi e per conoscere i Raffrescatori Evaporativi Industriali, tecnologie alternative ai tradizionali condizionatori, ideali per grandi ambienti, industrie ed allevamenti, garanzia di bassissimi consumi energetici.

Cosa si intende per Diagnosi Energetica?

In cosa consiste l’audit energetico? Si tratta della valutazione energetica dello stato di un immobile attraverso una serie di indagini per chiarire dove e come l’energia viene consumata. Questa importante analisi che valuta la quantità e la qualità dell’energia impiegata serve ad individuare gli interventi da attuare per minimizzare le spese per l’acquisto di energia.

Valutare i consumi dell’immobile, definire gli interventi di riqualificazione energetica tenendo conto della convenienza economica e dei ritorni dell’investimento, analizzare ed ottimizzare le spese di gestione dell’immobile: ecco gli obiettivi che vengono perseguiti attraverso l’audit. La diagnosi, disciplinata dal Decreto Legislativo numero 102 del 2014, è obbligatoria per alcune tipologie di imprese, deve essere redatta con cadenza quadriennale e va consegnata all’ENEA.

Quando è obbligatoria?

La Diagnosi Energetica è obbligatoria per le grandi aziende e per le imprese energivore.

Le prime sono le imprese a forte consumo di energia, ossia le aziende che presentano consumi annuali di energia elettrica per lo svolgimento della propria attività uguali o superiori a 2.400.000 kWh e un rapporto tra costo netto dell’energia elettrica utilizzata e fatturato uguale o maggiore al 3%.

Sono considerate grandi imprese quelle che, a prescindere dal fatturato e dal bilancio, occupano almeno 250 persone e quelle il cui fatturato annuo supera i 50 milioni di euro e il cui totale di bilancio annuo eccede i 43 milioni di euro.

L’omessa presentazione della diagnosi comporta una sanzione compresa tra 4.000 e 40.000 euro, mentre se la diagnosi risulta incompleta e non conforme alle prescrizioni è prevista l’applicazione di una sanzione tra 2.000 e 20.000 euro.

Chi fa la Diagnosi Energetica?

Le figure professionali che eseguono la Diagnosi Energetica devono avere una approfondita conoscenza dell’edificio e degli impianti. In considerazione di tutto ciò, possono redigere la diagnosi solo soggetti accreditati da enti gestiti e controllati da Accredia, CTI e ENEA.

Nello specifico si tratta delle società di servizi energetici (ESCo), degli esperti in gestione dell’energia (EGE), degli auditor energetici e di ISPRA (per le aziende certificate Emas). Questi soggetti effettuano un’analisi preliminare dei consumi, prendendo visione delle bollette e dei contratti, valutando le schede tecniche degli impianti e indagando sul tipo di uso che viene fatto dell’edificio.

Segue un sopralluogo per rilevare le misure, le caratteristiche degli involucri e degli impianti. La diagnosi si conclude con la valutazione dei risultati ottenuti e con la presentazione delle più vantaggiose proposte di riqualificazione.

Efficientamento Energetico: cosa possono fare le industrie

Le industrie possono fare molto per contenere i consumi energetici, ottimizzando il rapporto tra fabbisogno energetico e livello di emissioni, sfruttando in modo ottimale le fonti energetiche. Una prima mossa consiste nel ricorso alle fonti energetiche rinnovabili, che non inquinano e non si esauriscono.

Una seconda mossa, destinata a rivelarsi vincente, consiste nell’installazione di tecnologie a basso consumo, come i Raffrescatori Evaporativi Industriali, in grado di climatizzare grandi ambienti sfruttando il principio naturale dell’evaporazione. Il tutto con la garanzia di un investimento iniziale all’insegna di un notevole risparmio di energia elettrica, di una tecnologia attenta all’ambiente, di minime spese di manutenzione e del mantenimento di un microclima fresco e salubre e la conseguente creazione di un ambiente di lavoro confortevole per tutti i lavoratori.


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