Ricambio d’aria in casa: quando e come conviene effettuarlo

Di , scritto il 22 Novembre 2018

Una buona ventilazione degli ambienti è un rimedio efficace contro la formazione di muffe in casa (ne abbiamo parlato diffusamente qui) e per mantenere ogni membro della famiglia in buona salute. Ma qual è il modo più corretto per fare il ricambio dell’aria? Esiste una regola generale: maggiore è la differenza di temperatura tra interno ed esterno, più breve deve essere la durata della ventilazione. Questo significa che se d’estate possiamo anche permetterci un ricambio continuo, d’inverno (quando i riscaldamenti sono accesi) ha molto più senso un ricambio forzato e veloce, che può essere ottimizzato creando un riscontro tra finestre in posizioni opposte – sempre che esistano.

Quante volte bisognerebbe cambiare l’aria durante la giornata? Sicuramente più di una volta al giorno. Tuttavia, per chi lavora fuori casa sono sufficienti tre “ondate” di ventilazione (idealmente, al mattino, al ritorno a casa e prima di andare a letto per garantire un sonno migliore). Per chi invece resta quasi sempre a casa (oppure nei giorni festivi e nei fine settimana) sarebbe opportuno spalancare le finestre quattro o cinque volte, a una cadenza costante.

Oltre a questo, soprattutto per evitare la formazione di muffe, la ventilazione è necessaria ogni volta che si effettua una lunga bollitura di qualche cibo in cucina e dopo aver fatto la doccia o il bagno – e comunque ogni volta che si nota la formazione di condensa sui vetri. Sembra impossibile ma un adulto può introdurre fino a un litro di umidità nell’aria durante la notte soltanto con la respirazione e la sudorazione!

Una durata indicativa di una buona ventilazione potrebbe essere la seguente:
Gennaio e febbraio: 5 minuti
Marzo: 10 minuti
Aprile: 15 minuti
Maggio: 20 minuti
Giugno, luglio e agosto: 25 minuti
Settembre: 20 minuti
Ottobre: 15 minuti
Novembre: 10 minuti
Dicembre: 5 minuti
Ovviamente, con le irregolarità del clima a cui ci stiamo tristemente abituando occorre regolarsi in base alla temperatura reale e non a quella ideale.

Conviene spegnere il riscaldamento durante l’aerazione? Tendenzialmente no, perché è soprattutto all’accensione che si consuma parecchio combustibile, mentre il mantenimento della caldaia è relativamente parco nei consumi. Certo però che la stanza in cui si trova il termostato è quella in cui la durata della ventilazione dovrebbe essere ridotta al minimo per non indurre l’impianto a sopperire al brusco calo della temperatura con un’impennata nei consumi.



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