Derattizzazione: un’operazione non di poco conto

Di , scritto il 20 Ottobre 2021
Derattizzazione

Chi si è ritrovato almeno una volta nella vita a derattizzare una casa o un qualsiasi altro ambiente sa bene quanto sia difficile portare a termine la missione, specialmente se non si richiede l’intervento di ditte specializzate.

Ma come avviene una derattizzazione e perché deve essere affidata ad uno staff competente?

Per rispondere a questa domanda è necessario andare ad osservare da vicino in cosa consiste un processo di derattizzazione.

Cos’è la derattizzazione e come viene fatta?

La derattizzazione è una disinfestazione volta ad eradicare topi da case ed altre location. È una pratica molto antica che può essere portata a termine attraverso molteplici metodi, come ad esempio:

  • Ultrasuoni, ovvero delle onde che vengono emesse da scacciatopi elettronici. Su questo metodo vi sono pareri contrastanti, in quanto i roditori captando tali onde potrebbero venire addirittura uccisi a causa di un eccessivo innalzamento della temperatura corporea. A questo punto il sistema ad ultrasuoni non funziona più come “scaccia” topi, ma come strumento per causare la loro morte. Sugli ultrasuoni però non vi sono prove scientifiche che confermino il loro reale funzionamento.
  • Anticoagulanti, chiamati anche rodenticidi cronici, ovvero delle sostanze che agiscono sul fegato del roditore. Il topo che entra in contatto con gli anticoagulanti, ingerendoli, tende ad avere riflessi lenti, postura incurvata, e tracce di sangue attorno a naso, bocca, occhi e ano. Una volta visibili tali segnali (denotabili dopo 1-5 giorni dall’ingestione) la morte è prevista entro circa 3/5 giorni.
  • Trappola a chiusura automatica, per chi preferisce non creare danni al roditore e vuole optare per sistemi che lo catturano vivo. A livello tecnico si tratta di un contenitore con una chiusura che si attiva nel momento in cui il topo entra nella scatola.
  • Trappola meccanica o a scatto, caratterizzata da un meccanismo che al suo interno accoglie un’esca che attira il roditore. Quest’ultimo avvicinandosi ad essa fa scattare la molla interna, fino a rimanere intrappolato. L’esca può essere di vario genere e viene stabilita dal professionista che installa la trappola.
  • Topicidi Acuti, ovvero veleni che portano il roditore a morire in meno di 24 ore. La loro ingestione causa conseguenze pericolose anche negli umani, motivo per il quale l’utilizzo di questi metodi di derattizzazione deve avvenire con un’accurata supervisione
  • Topicidi Subacuti, cioè veleni meno rapidi rispetto a quelli acuti, che causano il decesso del roditore dopo diversi giorni, attraverso sostanze che influenzano la funzione digestiva. Il topo che ingerisce un topicida subacuto infatti arriva a soffrire di anoressia, fino a morire.

Ekomille – La derattizzazione perfetta

Con l’avanzare delle tecnologie indirizzate alla derattizzazione, sul mercato è sorto un nuovo metodo di nome Ekomille. Quest’ultimo consiste in un congegno in grado di catturare topi e ratti, utilizzando esche esclusivamente naturali. Il risultato quindi è quello di un sistema ecologico, igienico, sicuro anche per cani e gatti e soprattutto capace di catturare il roditore senza causarne la morte.

Dalla descrizione dei metodi descritti finora è facile dedurre quanto tali operazioni richiedano precisione, utilizzo di materiali di qualità e procedure sicure, motivo per il quale è impossibile procedere a interventi di derattizzazione senza l’ingaggio di un team esperto.


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