Candele: meglio scegliere quelle atossiche e biodegradabili

Di , scritto il 15 Gennaio 2018

Rispetto ai nostri amici dei paesi nordici gli italiani non sono dei grandi “consumatori di candele”, ma anche tra noi sono sempre più numerosi gli appassionati di questo romantico tipo di illuminazione. Le candele sono indubbiamente suggestive, decorative, profumano l’ambiente, lo rendono più confortevole, coprono gli odori. Purtroppo non sono sempre innocue come si potrebbe pensare.

Gran parte dei prodotti presenti sul mercato sono infatti prodotti realizzati con materie nocive per la salute e inquinanti per l’ambiente:
* la cera è in realtà un qualche tipo di paraffina, derivato del petrolio che, a seconda del grado di raffinazione può essere saturo di idrocarburi policiclici aromatici, benzene o zolfo;
* profumazioni con additivi a base di solventi al piombo oppure ottenuto mediante l’utilizzo di sostanze tossiche o irritanti;
* stoppini con anime di nylon, che sviluppano diossina.

Pensate che l’inquinamento provocato da candele di bassa qualità è maggiore di quello prodotto dal fumo passivo, soprattutto perché implica la liberazione di grandi concentrazioni di particelle di piombo.

Quali sono le alternative naturali?
Partiamo subito chiarendo il fatto che le candele non nocive sono sicuramente più costose perché sono costituite da questi preziosi ingredienti:

* cera d’api oppure stearina (un mix di acido stearico e acido palmitico, entrambi provenienti da olii naturali) oppure cere vegetali (ad esempio di soia o di palma) – tutte sostanze 100% biodegradabile;
stoppini in cotone.

Meglio evitare la profumazione della cera: conviene crearla con l’aggiunta di qualche goccia di olio essenziale naturale sulla superficie della candela prima di accenderla.



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