L’ABC del compostaggio domestico

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Molti comuni italiani giustamente promuovono il compostaggio domestico, che permette di contribuire in maniera efficace alla corretta gestione dei rifiuti, riducendo in modo significativo la quantità di rifiuti urbani da smaltire in discarica. La scorsa settimana abbiamo parlato di quali materiali possono essere compostati, ma il discorso non è completo se non parliamo della tecnica di compostaggio domestico dei rifiuti organici e degli scarti vegetali, che può essere svolto in giardino in due modalità: con il composter (o compostiera) oppure con il cumulo.

Il composter è un contenitore in cui introdurre i rifiuti organici per produrre il compost. Va collocato in una zona ombreggiata direttamente sul terreno e deve essere parzialmente isolato dall’ambiente esterno per  trattenere il calore. Importante è anche favorire l’aerazione all’interno del composter, perché l’ossigeno accelera il processo di decomposizione. Infatti, durante il processo di compostaggio la sostanza organica viene aggredita da organismi viventi, che in presenza di ossigeno la decompongono e le demineralizzano, riducendola in prodotti alimentari assorbibili dalle piante. Per garantire una corretta miscela nel composter bisogna accumulare anche una certa quantità di materiale secco (foglie, paglia, segatura o simili).

La tecnica del cumulo è quella più vicina al processo naturale, e permette di compostare grandi quantità di materiale con un tempo di maturazione superiore rispetto a quello in composter. Il cumulo deve avere un’altezza di 50-60 cm e va coperto con teli di juta o con uno strato di foglie e paglia di 5-10 cm per preservare gli scarti da un eccessivo essiccamento.

In entrambi i casi, per ottenere un buon compost bisogna mescolare frequentemente il materiale, che deve rimanere umido e poroso, ma non grondante; per una buona fermentazione, si può anche aggiungere un po’ di terra già ricca di microorganismi e una manciata di compost già pronto, ricco di lombrichi, funghi e batteri.

Il prodotto finale del processo di trasformazione biologica delle sostanze organiche mediante il lavoro del metabolismo di macro- e microorganismi del terreno, che dà vita a un fertilizzante naturale molto simile all’humus, è pronto dopo 6-9 mesi e può essere utilizzato come terriccio e fertilizzante per le piante del giardino o dell’orto.


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