Che cosa sono i RAEE?

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La sigla RAEE sta per ‘rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche‘; in inglese si chiamano WEEE (waste of electric and electronic equipment) oppure semplicemente e-waste, termine che si potrebbe tradurre in italiano con ‘rifiuti elettronici’. I RAEE costituiscono un enorme problema per l’ambiente, poiché contengono sostanze tossiche e non biodegradabili, che li rendono inadatti alle discariche e ai termovalorizzatori (quelli che popolarmente vengono chiamati inceneritori). Sono rifiuti composti anche da vetro e metalli come rame, ferro, acciaio, alluminio, argento, oro, piombo, mercurio, peraltro tutti assolutamente recuperabili.

I RAEE devono essere trattati in appositi centri appositamente attrezzati per la loro messa in sicurezza o bonifica (asportazione dei componenti pericolosi), per lo smontaggio dei componenti e una prima separazione dei materiali e infine la lavorazione meccanica volta a recuperare le sostanze recuperabili.

Le normative europee riguardo allo smaltimento dei RAEE sono molto rigide: per facilitare questo compito i costruttori di apparecchi elettrici ed elettronici hanno creato dei consorzi tra i quali Re.Media, Ecodom, Ecoelit, Ecolamp, Ridomus ecc. Esistono inoltre aziende specializzate nella raccolta e nel trasporto dei RAEE (si parla in questo caso di ‘logistica inversa‘) e del loro trattamento. Qui spieghiamo a grandi linee come avviene il riciclo dei RAEE.

1 commento su “Che cosa sono i RAEE?”
  1. simona ha detto:

    io l’ho sto studiando per ora a scuola


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