The ReStart Project: salva l’ambiente riparando gli elettrodomestici

Di , scritto il 31 Ottobre 2019
elettrodomestici

“Riparare è sinonimo di amare” recita il titolo di un capitolo di L’arte di essere fragili di Alessandro D’Avenia.

Questo è vero anche quando si parla di riparare elettrodomestici. Provando ad aggiustarli, infatti, dimostreremmo amore non solo nei confronti di macchinari che vivono con noi quotidianamente da anni, ma anche verso l’ambiente. 

Sembra un discorso strano, ma è proprio così. Potrebbe sorgere spontanea la domanda: ma i materiali da cui sono composti i nostri elettrodomestici non sono riciclabili? Certo. Uno smartphone, ad esempio, contiene rame, ferro, argento, oro, palladio e altri materiali preziosi. Un frigorifero, invece, contiene ferro, alluminio e rame oltre alla plastica. Si tratta di materiali che possono essere riusati per produrre nuovi elettrodomestici, se correttamente smaltiti e non abbandonati agli angoli della strada.

Realizzare un elettrodomestico o un oggetto elettronico ha un forte impatto ambientale. Durante la produzione, infatti, vengono rilasciate dai materiali usati delle emissioni che possono essere diminuite se diminuisce la domanda. E la domanda può diminuire solo nel caso in cui si pensi a riparare l’elettrodomestico rotto invece che sostituirlo. Pensiamo agli Iphone che vengono continuamente rimpiazzati dall’uscita del nuovo modello. Ogni esemplare ha un’aspettativa di vita minimo di tre anni. Se lo si usasse anche per un quarto, il risparmio di anidride carbonica compenserebbe le emissioni di uno stato come l’Irlanda per 12 mesi. 

Proprio in favore della riparazione di elettrodomestici e della riduzione dei rifiuti elettronici si sono mossi i membri di The ReStart Project, un movimento che difende il “right to repair”, il diritto di riparare. L’impresa cerca di far elaborare e approvare delle leggi a livello europeo e nazionale che permettano di superare difficoltà legate alla riparazione come quelle che si incontrato nel reperire i materiali di ricambio o la poca competenza in materia della maggior parte dei consumatori. 

Un grande successo è già stato ottenuto a gennaio di quest’anno quando l’Unione Europea ha approvato un Regolamento (in vigore dal 2021) che obbliga i produttori a rendere disponibili pezzi di ricambio di televisori, lavatrici, lavastoviglie e lampade per 7 anni dopo che il modello in questione è uscito fuori produzione. Ma il movimento non si ferma, chiedendo anche la produzione di manuali per la riparazione e di inserire nella descrizione del prodotto un “punteggio di riparabilità”, così che il consumatore possa orientarsi nell’acquisto considerando anche questo criterio. 

Le persone, soprattutto nei paesi più sviluppati, tendono a stancarsi facilmente di ciò che hanno e sono portati sempre alla ricerca di novità. Nel caso degli elettrodomestici non è inusuale che, una volta rotti a garanzia scaduta, si preferisca comprare un nuovo modello, magari appena uscito e ultra-accessoriato, piuttosto che provare a vedere qual è il problema e se si può risolvere. Ci sono diversi professionisti in tutta Italia che si occupano delle riparazioni di elettrodomestici fuori garanzia.

Un esempio? I tecnici di elettrodomestici SulSicuro che possono intervenire sul guasto assicurando ricambi originali.  In fin dei conti, perché arrendersi alla prima difficoltà? Avere pazienza con un oggetto che ha smesso di funzionare può essere un buon allenamento per trovare poi la pazienza e la buona volontà di riparare anche altro nella vita.



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