L’eolico autostradale può diventare una realtà con Air Fighter

Di , scritto il 30 Agosto 2013

Air FighterAir Fighter è il nome di un impianto per la produzione di energia eolica che sfrutta lo spostamento d’aria creato dal transito di veicoli e camion su autostrade e superstrade. Quasi un paradosso: trasformare in energia pulita qualcosa di creato da mezzi altamente energivori e inquinanti. L’idea è dei signori Stefano Sciurpa, Gianluca Gennai e Giovanni Favalli, la cui startup ATEA ha attirato l’interesse e gli investimenti di ENEL.

Si tratta di turbine eoliche ad asse verticale, da posizionare al bordo di strade e autostrade. Per il momento si sta sperimentando un prototipo a forma elicoidale costato 250.000 euro, alto circa 3 metri e con un diametro di 1,7 metri, situato su una corsia d’emergenza dell’autostrada A4 Brescia-Padova nei pressi di Desenzano del Garda, in direzione est. Nel giro di un anno sono stati prodotti in media 3 megaWatt l’ora – che equivalgono al consumo medio di una famiglia italiana tipo. Tutta energia elettrica riversabile in rete o utilizzabile per alimentare le strutture autostradali. Questo tipo di turbina non avrebbe impatto paesaggistico perché posizionata in zona già cementificata. Inoltre, può produrre energia elettrica a prescindere dall’orario e dalle condizioni meteorologiche.

L’obiettivo finale è continuare a investire per creare dei veri e propri parco eolici autostradali formati da una decina di turbine di dimensioni maggiori e collegate in rete.



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