Dal vino all’edilizia: come può tornare a nuova vita un tappo di sughero

Di , scritto il 30 Aprile 2013

La vita del sughero può essere lunghissima, molto più di quanto comunemente immaginiamo. Dalla quercia al compost (questo è il ciclo ideale per questo tipo di tessuto vegetale) in teoria possono passare moltissimi anni. Vediamone le principali tappe:

L’estrazione del sughero avviene nel periodo estivo (maggio-agosto): la quercia da sughero non viene tagliata, ma solo decorticata, in modo che dopo qualche mese la corteccia si rigeneri. Nel nostro paese di producono circa 60.000 quintali di sughero l’anno, soprattutto in tre regioni: Sardegna, Sicilia e Toscana.

Il maggiore cliente dell’industria del sughero è ovviamente il settore enologico: si pensi che ogni anno vengono prodotti nel nostro paese 1,5 miliardi di turaccioli. Le tipologie di tappi di sughero sono principalmente tre:
* I più economici sono prodotti con scarti di lavorazione macinati e assemblati con colla alimentare;
* I tappi monopezzo, ottenuti con un solo taglio dalla plancia di sughero. Il loro costo è molto più elevato, ma essi garantiscono un’elasticità, una tenuta e una durata ben maggiori – qualità che per i vini da invecchiamento sono essenziali.
* A metà strada tra i due estremi stanno i tappi di sughero a due dischi di sughero, molto adatti per gli spumanti, nei quali un disco di sughero intero è incollato su un cilindro di granuli agglomerati.

Proprio dal mondo vitivinicolo stanno sorgendo interessanti iniziative di riciclo dei tappi di sughero che hanno finito la loro funzione per inserirli in un circuito virtuoso. Ad esempio, il Consorzio del vino Nobile di Montepulciano ha avviato il progetto Salvasughero che distribuisce presso enoteche e ristoranti degli appositi contenitori per il recupero dei tappi. Per ogni scatola piena riconsegnata al Consorzio, si riceve una bottiglia di vino in omaggio.

A questo punto, i turaccioli iniziano una nuova fase della loro vita: ad esempio possono essere trasformati di granuli che vanno a costituire le solette di molte scarpe di qualità. Ma soprattutto diventano componenti di prodotti per la bioedilizia come pannelli coibentati costruiti come un sandwich dove le parti esterne sono in abete e lo strato centrale di sughero, oppure lastre di sughero con funzione di cappotto per le pareti, oppure come granulato per intercapedini e tetti.

Il sughero garantisce un eccellente isolamento termico e acustico. Inoltre, protegge naturalmente contro il fuoco, non è attaccabile da insetti, funghi e roditori.

Se non è stato trattato o verniciato in alcun modo, alla fine della sua vita il sughero si può compostare come qualsiasi altro rifiuto organico, previo sminuzzamento. La speranza è però che il potenziale di questo straordinario materiale sia stato nel frattempo sfruttato appieno.


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