Portare i bambini a scuola in auto: un danno ambientale e psicologico

Di , scritto il 30 Gennaio 2018

Oggi come oggi la maggior parte degli scolari ha il proprio chauffeur personale: è un dato di fatto. Da vari anni a questa parte il numero dei bambini che vengono accompagnati dai genitori a scuola in auto è in continua crescita. In fondo è una comodità, quando i minuti sono contati, dormire qualche istante in più fa piacere a tutti e i genitori devono comunque prendere l’auto per andare a lavorare. Ma non ci sono soltanto vantaggi.

Il più ovvio di tutti è che il traffico inquina, soprattutto nelle zone dove i bambini dovrebbero essere più protetti dagli effetti nocivi dei gas di scarico. E costa anche in termini di carburante e di riscaldamento globale. Ma non è tutto. Se chiedete agli insegnanti più sensibili e attenti ve lo confermeranno: gli scolari trasportati in auto arrivano in classe ancora “intorpiditi” e impiegano parecchio tempo a “svegliarsi”. Quelli che si recano a scuola da soli sono invece subito a loro agio in classe, più concentrati, mediamente più sani e meglio integrati.

“Dobbiamo ripensare al modo in cui i nostri figli vanno a scuola”, afferma la psicologa Jessica Westman dell’Università svedese di Karlstad. Ha osservato studenti di varie fasce d’età. Il risultato: “Essere trasportati in auto li rende stanchi e passivi. È meglio che vengano a scuola con gli amici, a piedi, in bicicletta o con lo scuolabus “. I bambini che contano su un autista perdono la possibilità di esplorare l’ambiente e interagire con gli altri e questo li rende meno autosufficienti e meno sicuri di sé.

Molti genitori sono sinceramente preoccupati per i loro figli e credono erroneamente di fare loro un favore, dicono gli esperti. “Una parte dei genitori vuole escludere qualsiasi pericolo”, afferma lo psicologo tedesco Klaus Seifried.  Viaggiare in gruppo, raccontare storie e avere segreti, esplorare nuovi percorsi, fare una deviazione per un chiosco o un negozietto – sono tutte cose che i bambini sui sedili posteriori dell’auto non possono provare e che invece potrebbero aiutarli a maturare. “È importante che i bambini facciano qualcosa da soli”, sottolinea Klaus Seifried. “Se vanno a scuola da soli, si creeranno il loro piccolo spazio vitale da esplorare con gli amici”.

In fondo i genitori-taxisti comunicano senza volerlo ai loro figli un messaggio pericoloso: non mi fido di te quando sei da solo. Invece la psicopedagogia sottolinea che i bambini si assumono delle responsabilità quando necessario e richiesto.

E se il percorso per andare a scuola sembra davvero troppo pericoloso? Una buona alternativa all’auto sono il pedibus e il bicibus.



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