L’IoT diventa verde: tecnologia ed ecosostenibilità

Di , scritto il 28 Novembre 2019
IoT

Che il nostro mondo si basi sempre di più sulla tecnologia è un dato di fatto: smartphone, computer, industria 4.0, smart house e smart cars.

Il mondo è sempre più connesso e sempre più smart, allo scopo di semplificare non solo comunicazioni ma anche lavoro e azioni quotidiane. Come però sappiamo la produzione di dispositivi tecnologici richiede l’estrazione di risorse naturali – come il litio – che provoca danni ingenti, e lo stesso smaltimento dei rifiuti tecnologici non è ancora a livelli adeguati.

Sicuramente la sempre più alta richiesta di prodotti tecnologici, una produzione di massa di dispositivi hi-tech e la mancanza di volontà e di strategia per gestire gli scarti, hanno portato conflitti e situazioni spiacevoli in paesi poveri e, soprattutto, hanno causato un forte impatto ambientale.

Se questo aspetto della produzione tecnologica è ancora molto discusso e non si è ancora giunti ad una soluzione concreta, dall’altra parte qualcosa si sta muovendo e sempre più aziende cercano di trovare un equilibrio tra ambiente e produzione tecnologica. È il caso del Fairphone, il primo smartphone prodotto riciclando materiali, o di speaker, mouse, chiavette USB e altri dispositivi tech prodotti con legno e bamboo invece che plastica.

Inoltre anche nel campo dell’internet of things, ovvero tutti quei dispositivi connessi ad internet e che, con lo scambio di dati, migliorano la nostra vita e le nostre azioni quotidiane, ci sono stati dei progressi.

Questa tecnologia infatti ha come scopo non solo una connessione globale ma anche un nuovo modo per intendere la nostra vita sociale, soprattutto in città.

Oltre alle smart home infatti si sta pensando di creare smart cities in cui i processi di gestione delle città e anche delle industrie saranno automatizzati e porteranno un notevole risparmio di energia e di sfruttamento delle risorse. Qualche esempio lo possiamo già analizzare: si può pensare agli autobus green, ai lampioni intelligenti, ai parcheggi con sensori.

Si progettano già auto futuristiche, robot per lavori pesanti e anche per consegne; ma il dubbio rimane. Sia sulla gestione di eventuali rifiuti e produzione di questi mezzi, sia sul flusso di dati che non garantisce la privacy degli utenti.

In questa iper connessione infatti dobbiamo anche pensare a proteggere la nostra privacy. Un buon metodo è utilizzare una virtual private network, ovvero una connessione ultra sicura che nasconde il nostro indirizzo IP e tiene lontana ogni tipo di infiltrazione pericolosa per la nostra rete.

Oltre a ciò sarà necessario trovare nuove leggi sulla privacy e sulla gestione di questi sistemi avanzati. Allo stesso tempo dobbiamo pensare all’ambiente e all’impatto che questi strumenti hanno sul mondo: un buon inizio è acquistare prodotti tecnologici certificati e possibilmente ecosostenibili, creati a partire da una filiera di riciclo.

Indubbiamente il mondo digitale si è fatto più green, ora tocca anche a noi utenti.



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