RAEE: i benefici della filiera virtuosa vs. i danni dello smaltimento illegale

Di , scritto il 28 Maggio 2014

raeeSecondo recenti dati di Legambiente, gli italiani producono ogni anno ben 800.000 tonnellate di RAEE (ovvero di apparecchiature elettriche ed elettroniche). Lo smaltimento di questi rifiuti può prendere due strade ben diverse tra loro, nelle quali la scelta del cittadino è fondamentale.

Per il circuito virtuoso esistono varie possibilità: la prima è il conferimento dei rifiuti tecnologici preso l’isola ecologica della propria città oppure il ritiro a domicilio da parte dell’azienda comunale che gestisce i rifiuti. Un’altro tipo di raccolta eco-friendly attivata negli ultimi anni è quella presso i negozi di elettrodomestici, nei quali, acquistando un nuovo apparecchio si può consegnare il vecchio facendolo ritirare dal negoziante senza costi aggiuntivi (secondo il principio detto “uno contro uno”). Dal 12 aprile 2014 è anche possibile conferire i RAEE (con dimensioni inferiori ai 25 centimetri) nei grandi centri commerciali o presso i negozi delle grandi catene di elettronica, facendo valere il principio legale detto “uno contro zero”. In tutti questi casi i RAEE saranno trattati in impianti specializzati e sfruttati al massimo, da un lato per recuperare i metalli preziosi e le terre rare che contengono (una vera e propria miniera per paesi come il nostro povero di materie prime!) e dall’altro per inertizzare le sostanze inquinanti che contengono.

La via di smaltimento illegale, è invece purtroppo quella presa dal 70% dei RAEE in Italia. La prima scelta sbagliata è lo smaltimento “indifferenziato” nel sacco della spazzatura di casa: i rifiuti tecnologici prenderanno così la strada dell’inceneritore o quella delle discariche insieme agli altri rifiuti urbani, producendo inquinamento, invece di produrre ricchezza. L’altra tragica filiera è quella dell’abbandono nei campi o nelle campagne, con conseguenze tragiche per l’inquinamento di suolo e acque. La terza strada che purtroppo viene spesso imboccata è quella in cui rientrano le ecomafie, che trafficano grandi flussi di RAEE dirottandoli via mare verso paesi con economie emergenti o in via di sviluppo, dove il trattamento dei rifiuti è effettuato senza alcuna protezione per la salute degli operai che li maneggiano, senza protezioni contro le sostanze pericolose e senza tutele per l’ambiente.

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1 commento su “RAEE: i benefici della filiera virtuosa vs. i danni dello smaltimento illegale”
  1. […] che il riciclo dei RAEE sia sbagliato (anzi, ne abbiamo parlato con favore qui), ma tutto potrebbe essere più semplice se imparassimo a preferire le pile ricaricabili, che […]


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