Taglieri da cucina in materiali di scarto o di riciclo: tre proposte diverse

Di , scritto il 27 Gennaio 2012

Anche un semplice tagliere da cucina può essere selezionato con cura in modo da evitare che sia costituito da materiali sintetici, non biodegradabili e per la cui produzione si paga un alto prezzo ambientale anche in termini di CO2 riversata nell’atmosfera. Girovagando qua e là per la Rete, ne abbiamo trovati tre che ci sembrano particolarmente interessanti.

Il primo è un tagliere di legno di havea, noto in inglese come rubber wood e in Asia come Malaysian oak, in ogni caso si tratta della pianta usata per la produzione del caucciù, in particolare di quegli alberi che dopo 25 anni di estrazioni di lattice, devono comunque essere tagliati e sostituiti con altri. Un legno estremamente resistente, anche ai coltelli e alle mezzelune più taglienti. Ma anche adatto come vassoio per servire formaggio, frutta o finger food e stuzzichini, magari appoggiato su foglie di vite per una presentazione più coreografica. Questo tipo di tagliere è costruito con gli scarti di lavorazione del legno per la produzione del lattice, assemblati e levigati con cura per mantenere una forma precisa e una superficie liscia. Il legno di havea ha esso stesse delle proprietà antibatteriche, ma il tagliere è stato ulteriormente ricoperto da uno strato protettivo e munito di scanalature arrotondate che lo rendono sicuro da maneggiare. Per la pulizia è sufficiente uno straccio umido e occasionalmente una passato con olio vegetale di buona qualità. Il tagliere esiste in due dimensioni: media (38 x 26 x 5 cm) e grande (50 x 35 x 6 cm)

Il secondo è un tagliere in legno di bambù, che sarà una delizia di regalo per un eco-chef. Come sappiamo, il bambù è un tipo di materiale altamente sostenibile dal punto di vista ambientale, poiché cresce molto rapidamente senza uso di pesticidi o fertilizzanti. Una scelta appropriata per chiunque voglia cucinare diminuendo il suo impatto ambientale – non solo con la scelta dei cibi, ma anche degli utensili. Inoltre, questo tagliere, con i suoi colori tenui e caldi delle varie strisce che lo compongono, darà anche un tocco di stile e di classe sia alle cucine in stile classico che in quelle moderne. Anche questo legno va pulito con un panno umido e unto di tanto in tanto con olio per impedire che si formino delle fessure. E’ importante anche ricordare di lavorare sempre su un piano asciutto perché le infiltrazioni di acqua lo rovinerebbero. Il tagliere in bambù è disponibile in una sola misura: 40 x 25 x 3 cm.

Infine, un articolo che supera ancora gli altri in “ecologicità”: si tratta infatti di un tagliere in cartone riciclato, sorprendentemente resistente e duraturo nel tempo. Disponibile in due misure diverse (24 x 30 cm e 30 x 40 cm), ha una finitura nera lucida, così ingannevole da non sembrare affatto costituito da semplice cartone compresso riciclato al 100%. L’articolo ha ricevuto l’approvazione dell’ente britannico Food Safety e, a differenza dei due precedenti, è resistente al calore e lavabile in lavastoviglie. Non è poroso, perciò non crea pericoli di contaminazioni batteriche. Sarà un apprezzatissimo regalo di nozze, questo è garantito!


2 commenti su “Taglieri da cucina in materiali di scarto o di riciclo: tre proposte diverse”
  1. Eva ha detto:

    Mi sapreste dire quali aziende producono questi utensili ecologici?

  2. […] aver parlato dei taglieri in materiale di riciclo, proseguiamo il discorso con altri bellissimi strumenti da cucina che piaceranno molto a chi si […]


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