Amianto e bonifica: tutto quello che c’è da sapere

Di , scritto il 26 Luglio 2022
bonifica amianto

L’amianto è una fibra minerale naturale, usata per molto tempo nello sviluppo di molteplici prodotti, sia di uso quotidiano che nell’edilizia.

In anni recenti però, l’amianto è stato considerato la causa principale di una serie di pericolosi rischi per la salute umana. Se inalato infatti, può causare gravi malattie respiratorie, tra cui il mesotelioma pleurico, cancro ai polmoni e l’asbestosi.

Per tale motivo sono state emanate una serie di normative specifiche, volte a sospenderne l’uso e imporre severe restrizioni alla bonifica degli ambienti contaminati.

In Italia, l’uso di amianto è vietato dal 1992.

La bonifica dell’amianto

In generale, i materiali contenenti amianto non sono pericolosi se posti in buone condizioni. Ci sono però, molteplici motivi per cui la presenza di amianto dovrebbe preoccupare. Ad esempio, se i manufatti sembrano deteriorarsi o sono danneggiati, è necessaria la bonifica.
L’amianto danneggiato infatti, disperderà fibre e polveri pericolose nell’aria circostante.

La gestione dei materiali di amianto però, può essere molto difficile, a causa delle necessarie precauzioni di sicurezza durante la loro manipolazione. Diviene pertanto fondamentale assumere professionisti esperti e qualificati, come MBA Ambiente Milano, per evitare danni ai lavoratori o a chiunque occupi l’area ove sono presenti tali elementi. La bonifica dell’amianto dunque non rientra nel fai-da-te.

Le due tipologie di bonifica

A seconda del materiale da smaltire, si può scegliere 2 tipologie diverse di bonifica: l’incapsulamento e/o la sostituzione.

La procedura di solo rivestimento, non seguita da sostituzione è da ritenersi temporanea ed utilizzata solo in rari casi. Per esempio, è possibile nel caso di un tetto con amianto in buone condizioni.

In questo caso, si opera ponendo dapprima dei fissativi di pittura sul prodotto contenente amianto. Successivamente, sempre il personale qualificato, provvederà ad adattare perfettamente alla superficie del tetto, dei pannelli ondulati di alluminio od acciaio. Il fissaggio delle lastre in metallo avviene con viti auto-perforanti.

Scegliere il solo rivestimento presenta notevoli vantaggi: utilizza la vecchia struttura, ha una bassa produzione di rifiuti tossici e permette una maggiore durata nel tempo del vecchio materiale.
Tuttavia, non può essere considerata una soluzione definitiva. La garanzia di protezione infatti consta solo di un numero limitato di anni.

L’unico intervento definitivo e più sicuro è rappresentato dalla totale sostituzione del materiale contaminato. Rappresenta infatti, la tecnica di bonifica più comune. Attraverso tale processo si va a sostituire il prodotto, con materiali privi di amianto. Ad esempio, nel caso di un tetto, si utilizzeranno pannelli precoibentati.
I principali vantaggi di questo intervento sono legati proprio a questi pannelli. Il materiale di cui sono costituiti infatti, li rende ad alto isolamento termico, leggeri, facili da montare e soprattutto molto duraturi nel tempo.

Naturalmente quest’ultima tipologia di bonifica è più costosa rispetto al solo rivestimento, ma i vantaggi sono innumerevoli.

L’intervento di bonifica

La bonifica da amianto prevede diverse fasi. Il modo migliore per iniziare con la bonifica e/o rimozione di tale materiale, è parlarne con un professionista. Questo, dopo un sopralluogo, stilerà una relazione circa la Valutazione del Rischio.

In tale referto sarà valutato sia il grado di contaminazione ambientale che quello di esposizione dei lavoratori. Si procederà poi con il monitoraggio e la classificazione del rischio, arrivando alla pianificazione di un progetto personalizzato.

Una volta risolte le pratiche con gli organi competenti, una ditta altamente specializzata e iscritta all’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali provvederà a compiere la bonifica.

In ottemperanza alla normativa vigente, l’intervento di bonifica è così strutturato in 3 principali fasi.

In primis, il team di bonifica provvederà al confinamento del materiale da smaltire. In tale fase, si andrà a separare l’area in cui è presente amianto dall’ambiente esterno. Questo, al fine di evitare lo spargimento di fibre e polveri tossiche.

Per lo stesso motivo, successivamente, la superficie, verrà trattata con prodotti bloccanti.
Infine, a seconda del tipo di intervento di bonifica, si procederà alla rimozione del materiale contaminato ed al conseguente ripristino dell’area interessata.

Conclusioni

Se stai pensando di sostituire materiali contenenti amianto presenti, all’esterno od all’interno della tua casa o azienda, rivolgiti sempre ad un esperto del settore. Essendo un agente cancerogeno, occorre evitare il più possibile l’esposizione. Anche bassi livelli di concentrazione possono indurre molti effetti nocivi.


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