Come smaltire i prodotti hi-tech? Il decreto ‘Uno contro uno’ ci viene incontro

Di , scritto il 26 Giugno 2010

riciclo RAEE smaltimentoQuando la tecnologia chiama, gli italiani rispondono. Salvo poi trovarsi in casa quintali di oggetti hi-tech che non usano più: televisori, computer, cellulari, videocamere, lettori Mp3, macchine fotografiche e chi più ne ha più ne metta. Apparecchi spesso ancora perfettamente funzionanti, ma messi da parte per accaparrarci altri più modelli più trendy e avveniristici.

Molti scelgono la strada di vendere online gli oggetti inutilizzati mediante siti come eBay, altri li conservano perché ‘in fondo possono sempre servire’. Tutto bene, fino a quando l’ingombro della spazzatura tecnologica è talmente fastidioso per la gestione che viene voglia di sbarazzarsene davvero.

Però vale la pena di liberarsene nel modo giusto perché, delle diverse componenti di questi apparecchi è possibile recuperare quasi tutte le parti, per poi riutilizzarle. Per i PC, per esempio, si pensa subito alle schede madri, ma da riciclare c’è molto di più: in realtà, le parti in plastica costituiscono la quota minore: nella fase del riciclo la parte del leone la fanno i metalli e tra questi i metalli preziosi. Non dimentichiamo infatti che nel computer ci sono oro, argento e platino, tutti metalli nobili che possono essere tranquillamente re-impiegati. Inoltre, con il rame ricavato dal riciclo degli oggetti hi-tech si costruiscono le grondaie, con il ferro le reti da cantiere e con la plastica le panchine da giardino.

L’importante è portare gli oggetti tecnologici negli appositi centri di raccolta dei diversi comuni, che di solito sono aperti tutti i giorni della settimana, incluse le domeniche. Qui, prima di finire nelle diverse piattaforme di riciclaggio, viene effettuata una prima importante cernita: per esempio le batterie vengono suddivise per tipologia: al nichel, al litio, al piombo.

Oltre agli ecocentri comunali, è operativo dal 18 giugno 2010 il decreto ‘Uno contro uno’: chi deve acquistare un lettore DVD, un player Mp3, un cellulare – ma anche un frigorifero, un ferro da stiro o una lavastoviglie – può consegnare gratuitamente al punto vendita l’articolo vecchio. E’ ovvio che non si può comprare un televisore e portare un vecchio fax: lo scambio deve avvenire tra apparecchi analoghi. In pratica, quello che finora era un servizio a pagamento diventa un obbligo dei rivenditori. Il tutto sarà poi consegnato ai consorzi di riciclo: tra gli obiettivi del nuovo decreto c’è infatti anche l’idea di ricavare i materiali della ‘piccola elettronica’, che finora sfuggivano alla raccolta differenziata. Se si calcola che nel 2009 meno del 10% è stato riciclato. E pensare che, recuperando soltanto l’oro e il platino contenuti in questi gadget, per ogni tonnellata di rifiuti si può arrivare a guadagnare circa 760 euro.


1 commento su “Come smaltire i prodotti hi-tech? Il decreto ‘Uno contro uno’ ci viene incontro”
  1. […] La prima cosa – quando si acquista qualcosa – è avvalersi del diritto (sancito dal Decreto “uno contro uno”) di portare il vecchio elettrodomestico o apparecchio proprio nel negozio dove compra il nuovo […]


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