Terra dei fuochi: allo studio interessanti metodi di biorisanamento

Di , scritto il 26 Marzo 2014

terra dei fuochiMentre sta continuando il lavoro di monitoraggio dei territori di centinaia di comuni delle provincie di Napoli e Caserta alla ricerca degli ettari a effettivo rischio di contaminazione, il dipartimento di Agraria dell’Università Federico II di Napoli sta studiando metodi di bonifica che potrebbero consentire di spendere meno denaro utilizzando agenti del tutto naturali.

Da sempre, infatti, i campi inquinati vengono bonificati in maniera industriale, con asportazione del terreno e lavorazione in appositi impianti mediante l’utilizzo di mezzi fisici e chimici. Il biorisanamento (in inglese, bioremediation), ovvero la degradazione di determinate molecole mediante agenti naturali è una soluzione presa in considerazione più di recente e che dà grandi speranze per il futuro.

In questa disciplina nasce dall’osservazione dei processi naturali: in qualsiasi ambiente, anche il più estremo, esiste sempre qualche microorganismo o insetto che è in grado di vivere in tali condizioni avverse. Lo studio di questi organismi consente di capire quali sono i meccanismi precisi di degradazione delle sostanze dell’ambiente e quindi della loro sopravvivenza in condizioni esasperate. Esistono enzimi prodotti da muffe e batteri che sono capaci di degradare o annientare le sostanze inquinanti di acque e suoli avvelenati dai rifiuti tossici. Questi enzimi possono essere fatti riprodurre su più ampia scala in laboratorio. Ad esempio si stanno studiando insetti in grado di sopravvivere al pentaclorofenolo, molecola biocida ad ampissimo spettro di azione molto presente nei terreni inquinati.

Ma nella Terra dei fuochi c’è anche chi ha deciso di prevenire invece di curare: se l’acqua dei pozzi è contaminata, per le coltivazioni si può irrigare usando solo acqua piovana. Questo significa mettere in campo maggiori sforzi e impegni e rischiare di più producendo minori quantità di prodotti agricoli, ma non mettere sul mercato cibo contaminato.


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